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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

sabato 21 aprile 2018

dalle stelle allo stallo

allora ditelo! no, perché inizia la stagione di sagre e gite fuori porta e se vogliono farsele tutte prima di decidersi a formare un governicchio (tanto per salvare le apparenze), finisce che arriva prima l'apocalisse.
e prima c'è il vinitaly e poi c'è il salone del mobile, poi arrivano le elezioni in molise, la settimana appresso quelle in friuli venezia giulia, il concertone del primo maggio, il giro d'italia, a giugno la semina delle puntarelle e meno male che l'italia è fuori dai mondiali di calcio o si doveva aspettare l'esito anche di quelli.
tutta la polemica gira sempre intorno al medesimo perno che è poi la nota più spassosa del contendere tra sgarbi e malaparole vuote di senso e prive di un minimo barlume degli argomenti che dovrebbero invece marcare le differenze e segnare contatti, se non proprio identità di vedute, o quanto meno indicare priorità, rimedi e linee guida.
intanto il mondo gira come sempre e la politica assomiglia sempre di più a una navicella aliena orbitante intorno a lui senza scopo né utilità, che un po' gli ruba il propellente per restare in aria e un po' gli scarica sopra le sue sporcizie.

venerdì 13 aprile 2018

far west

fresco fresco, appena pubblicato... <click > divertente quanto l'incubo che ti procura una peperonata tirata fuori dal frigo quando torni la sera stanco morto, affamato, depresso e hai pure dimenticato le sigarette... passi la notte in bianco, ma l'incubo si presenta lo stesso e ti chiedi come sia possibile che ti faccia così paura da quanto è assurdo...
dev'esser colpa della peperonata...
sì, sì, ne son certa, domattina sarebbe un giorno migliore se la sera mangiassero tutti solo pastina in brodo di dado.

domenica 8 aprile 2018

good old days

continuo il saccheggio, questa volta lo spunto lo prendo da pier, in verità dal video di un rapper fino ad oggi a me sconosciuto... l'ho definito 'gentile' per via dei testi anomali nel genere (un po' tanto arrabbiato) che frequento poco o niente.
da quanto ho visto segue un filone nostalgico e un po' retrò anche nelle scelte visive che si ritrova solitamente abbinato ad armonizzazioni 'melense' e interpretazioni strappa lacrime... invece no.
un uso geniale del rap, diciamo furbesco, che si fa apprezzare a largo raggio anche se, forse, gli integralisti del genere storcono un po' il naso.
comunque è domenica è se oggi è 'buono' persino pier... anch'io cercherò di esserlo almeno un po' anche per poco, giusto il tempo di oggi.

traduzione

mercoledì 4 aprile 2018

a spasso tra i blog

la mia pigrizia sta decisamente peggiorando.
oggi sono ben due i post che trattano argomenti che dormono nel cassetto di teti: quello di euridice e quello di smeriglia...
il primo è sugli 'scartati' come li chiama il papa ed è tutto da meditare com'è nello stile dell'autrice, l'altro è altrettanto tipico del genere di chi lo ha redatto (quindi divertente, dissacrante e ironico). l'attenzione, come sempre è posta sulle abitudini e le attitudini umane, nello specifico propone un test per valutare la merda che è insita nell'animo altrui e mai nella propria...

martedì 3 aprile 2018

liliana

come ho già detto spesso, perché cercare parole quando qualcuno le ha già elaborate meglio di quanto potrei fare?
e allora rimando a un post di orearovescio e per spiegarne il motivo copio e incollo in mio commento al post:
spassosissimo soprattutto per me che in questi giorni sto mettendo a fuoco una sindrome molto simile a quella descritta, quindi ti devo riconoscenza per aver trovato le parole giuste a dar voce a un pensiero ancora imprecisato.
diciamo che, mio malgrado, mi sono accorta che spesso vengo usata per dire cose spiacevoli e poi prendersi il merito per lo sblocco della situazione e ringraziare con un rimprovero per troppa crudezza… a cui rispondo con un sonoro vaffa, così tanto per confermare che la voce dice quel che pensa la mente a prescindere dalle conseguenze, anche se a rimetterci finisce che son sempre io… ma sarei felice di cederti il mio posto di lavoro… lo dirò alla liliana, anzi se glielo chiedi tu è anche meglio:)

lunedì 2 aprile 2018

foto di gruppo


e dopo le capre e capretti sono arrivate anche le pecore, ignare che altrove qualche loro compagno è 'diversamente' in pace.
aspettano le abbuffate di erba fresca in un paesaggio ancora brullo dove tra la foschia si illuminano le prime foglioline appena spuntate su qualche albero qui è là tra quelli ancora in tenuta invernale


sabato 31 marzo 2018

prima d'aprile

eh, insomma, sembra un po' come il 2016; i morti fioccano per cause di ignota natura e non: dallo sport allo spettacolo, dalle pagine di storie lontane a chi scrive quelle di oggi, tra chi è al lavoro e tra chi è semplicemente in vacanza.
chi ha vissuto sul palcoscenico della ribalta (o sulla ribalta del palcoscenico?) e chi no, per qualche giorno se ne impossessa per la messa in scena del rituale del 'social' lutto collettivo.
intorno alle vicende e al dato certo, cioè la dipartita, vengono disegnate ipotesi e interpretazioni spesso basate sul chiacchiericcio raccolto in strada tra sedicenti amici e affranti parenti.
più è noto il personaggio e maggiore è il mistero sulla causa.
ma i cronisti insistono propinandoci motivazioni generiche tipo: arresto cardiaco (grazie, tutti moriamo per quello) o astruse tipo: a seguito della malattia conseguente a una ischemia (malattia, che ancora nessun medico ha mai individuato).
e il mistero è sempre comunque presente anche quando la notorietà giunge proprio a causa della morte come nel caso di mireille knoll.
una fine tristissima, apparentemente dovuta alla crudeltà di un paio di balenghi di turno, che però diventa tutta un'altra storia.
per le origini della vittima, la sua storia, e per la nazionalità dei suoi assassini più che il loro background di violenti delinquenti da marciapiede.
poi ci sono quelli che la vita la salvano o tentano di salvarla, tanto nei mari quanto sulle nevi, e finiscono nei guai seri.
anche questi ultimi diventeranno eroi dopo morti, dopo una vita in cui sono stati considerati poco e male, perché così và la vita... vivere in pace è un'utopia? allora speriamo di morire in pace, e che la resurrezione sia una opzione volontaria, diciamo a richiesta... con la possibilità di decidere dove, come e quando... (e vorrei proprio conoscerli quelli che sceglierebbero qui e adesso, infatti 'quello' che poteva scegliere ha preferito stare ben bene alla larga)...