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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

lunedì 26 settembre 2016

l'indovinello veronese


ho letto che sia tra i più antichi, forse il primo in assoluto, testo in volgare.
mi viene da associarlo a un vecchio post, anche se il nesso potrebbe risultare poco evidente.
vergato tra l'VIII e il IX secolo su un prezioso codice antico da un burlone amanuense di Verona in quel di Toledo è stato scoperto e poi interpretato nel secolo scorso.
lo chiamano indovinello, ma sembra più una metafora, una libera interpretazione, quasi poetica, del ruolo dello scrivente e del suo stato d'animo nel momento in cui inizia il suo lavoro quotidiano...
una parola attaccata all'altra (chissà poi perché) per formare una sequenza più volte smontata fino ad arrivare alla formula definitiva che però nasconde il presunto significato originale che, dopo tanto pensare, pare consista in un parallelo tra il lavoro contadino e quello intellettuale (i buoi sono le dita della mano che sorreggono la piuma intinta nell'inchiostro che solca il foglio).

domenica 18 settembre 2016

serial killer

yes, I am.

ho perso il conto degli omicidi che ho compiuto, ma diciamo che almeno un paio alla settimana ci scappano.
ormai li compio senza nemmeno uno scrupolo o un appello.
anche trovassero lo spunto per una scusa o un ripensamento tardivo, gli mancherebbe il tempo per manifestarlo perché sono già morti.
tuttavia qualcuno, forse fingendosi defunto è rimasto solo ferito e ogni tanto mi capita di incontrarlo.
'toh! guarda, mi dico, un morto che cammina'.
ma c'è sempre un'eccezione.
un essere che risorge ogni volta ed è proprio quello che più vorrei veder morto e che è impossibile fare come se lo fosse.
capace di neutralizzare ogni tipo di arma è dotato di un fluido letale che mi acceca e mi spegne.
così perfido che anche la morte ne ha paura e gli gira alla larga.
ma verrà il giorno che un fulmine se lo porterà all'inferno e, forse, allora finirà anche la mia carriera di serial killer di anime sosia del nemico che ho tentato di sconfiggere dalla nascita e che ha già quasi in pugno la mia resa dopo l'ultimo ko a sorpresa che mi ha inflitto.
eccelso in viltà e ignoranza, supercampione di frittate rivoltate per il proprio tornaconto, un peso massimo di egocentrismo ed egoismo all'ennesima potenza, troppo bugiardo, troppo becero, troppo inumano,  per poter venire annientato senza il pericolo di contaminazione.
anche un serial killer ha delle regole e poi nella vita c'è sempre chi è più bravo... purtroppo il migliore mi è davanti e mi irride, ma nemmeno lui è ancora riuscito a farmi fuori del tutto.

giovedì 15 settembre 2016

abili e arruolati

tutto sommato vincere il senso di oppressione che mi ha sempre dato l'idea di seguire le gesta degli atleti paralimpici è stata una buona idea.
peccato solo siano così evidenti i grandi problemi che affliggono la categoria.
gli stessi delle olimpiadi e dello sport in generale più le discriminazioni date dall'insieme di regole applicate per la classificazione dei diversi handicap.
ciò detto la differenza più sostanziale è che in ciascuno c'è una storia che li avvicina alle vite di ognuno di noi e allo stesso tempo fa da esempio a chi si scoraggia al primo ostacolo o per futili motivi.
se i mostri sacri dello sport per normodotati ti fanno sentire ancora più alieno e incapace, i più o meno giovani campioni disabili stimolano anche i più rinunciatari a pensare che tutto è possibile.
e poi lo sguardo del podio, che al netto del colore della medaglia, più del sentimento di felicità o leggera delusione per il risultato, racconta le incancellabili sofferenze patite anche in chi apparentemente sembra aver trovato la sua dimensione e realizzazione, pur sapendo che una volta spenti i riflettori tornerà a essere accompagnato da espressioni di ribrezzo o curioso imbarazzo.
sembrano essersi sciolti nel liquido della piscina, lasciando solo qualche brandello di quelli che si appellano arti; sembrano portati via dal vento eppure volavano veloci e in alto in una corsa sospesa a un metro da terra oppure radente ad essa a seconda della tecnica in gara; sembrano spingere a vista qualcosa che il corpo lancia in un nero totale o appena rischiarato da qualche bagliore.
c'è ancora qualche giorno e più di una medaglia da raccogliere anche per l'italia che potrebbe superare il bottino racimolato dai cugini dello sport olimpico sebbene i partecipanti siano meno di un terzo.
per tutti, la sfida futura è abbattere la barriera tra le due categorie e in generale raggiungere un'equiparazione che oggi appare del tutto utopica così come si è subito chiuso lo spiraglio aperto dall'atleta su un tema che inevitabilmente tocca in primis i disabili, ma che riguarda un po' tutti.
se rio 2016 è stata l'olimpiade che ha visto lo sdoganamento del tabù sessuale, la sua versione dedicata a chi pratica sport, appunto per sport, continua a promuovere il preconcetto che si debba tendere a somigliare ai modelli canonici dell'essere umano più vicino alla perfezione, mentre tutto sembra propendere verso una versione robotizzata dell'individuo, ma questo è già un altro discorso.

mercoledì 14 settembre 2016

relitti

secondo l'unesco sono oltre tre milioni i relitti dispersi tra mari, spiagge e monti; imbarcazioni affondate 'spontaneamente' e non (vedi scuttling) senza dimenticare la 'tendenza' a usare il naufragio per 'disperdere' carichi 'pesanti' (inquinanti, sostanze tossiche, ecc) che rende bene l'analogia tra relitto umano e il sentirsi derelitto.
carcasse che, fuori dal loro contesto originario, sono anche più tristi di quanto lo siano quelle sommerse, anche se molti trovano affascinante aggirarsi e perlustrare i loro anfratti magari per cacciare una prelibata cernia fino ad arrivare a perire tra la ruggine per imprudenza o dilettantismo come nel caso della Haven che fa contare nove sub deceduti e una ventina che se la sono vista brutta.
nessun pericolo, o quasi, per visitare quelli spiaggiati e zero rischi a buttare un occhio sul post.

lunedì 12 settembre 2016

monocromie


cercando di completare la rassegna iridata mi imbatto in un gallo curioso e il post cambia direzione.


Ayan Cemani, un animale da aia di maniero (per il costo), un total black anche dopo cottura.
l'unica incertezza è sulle uova, c'è chi scrive siano nere, chi color crema, ma il resto, ossa comprese è tutto nero.
maschio, femmina, pulcino che sia.

lunedì 5 settembre 2016

il giusto sonno


The Cure, Lullaby (traduzione)

Negura Bunget, ZI
anche volendo è impossibile trovare una traduzione (dal rumeno) a un brano uscito giusto oggi come anticipazione dell'album del prossimo 30 settembre.
comunque sarà la solita zuppa dark, giusta per fare da colonna sonora ai lunghi sonni che impegnano le mie giornate di riposo tra una corsa e l'altra tra un pronto soccorso e un gerotocomio.
l'ultimo record dalle 17,30 alle 8 del mattino con qualche risveglio, giusto per verificare di essere ancora in vita.

sabato 3 settembre 2016

le sette meraviglie future

doveva essere un periodo simile a questo (di scemite collettiva), quando, in quella lontana e sconosciuta data certa qualcuno si inventò di catalogare le sette meraviglie del mondo, probabilmente pensando che sarebbero restate imperiture.
in realtà l'arco di tempo in cui i turisti poterono goderne la vista è piuttosto ristretto: dal 250 a.c. al 226 a.c., poi via via crollarono per varie ragioni e oggi ne resta solo una.
più di duemila anni dopo (nel 2007) viene stilata una nuova lista denominata le sette meraviglie del mondo moderno (la più recente è il cristo redentore di rio in brasile, scelta a mio parere discutibile).
alcune sono piuttosto vecchie, diciamo che hanno fatto bella mostra per molti più anni di quelle scelte in un primo momento, ma ce sono che mostrano segni di cedimento.
urge stilare una nuova classifica.
meglio buttarsi sulla natura e così arriviamo nel 2011 quando si pensa di individuare le sette meraviglie del mondo naturale.



potranno mai venire giù anche quelle?

(potranno, potranno, sì che potranno...)