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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

martedì 22 agosto 2017

monografica_mente

 giovani in coppia, e non, dagli albori della fotografia
 al fenomeno migratorio del '900
 dalla borghesia e il primo decennio del '900
 agli anni '20
 e al complicato ventennio che ne seguì.
 la sua fine e il nuovo inizio,
 il boom economico degli anni '50,
 l'onda europea della beat generation americana,
 l'idealismo e l'impegno sociale negli anni di piombo
 e poi all'improvviso gli insulsi anni '80 e da lì in poi niente sarà mai più come prima.
1990 e il prototipo della coppia felice che guarda la tv sognando di entrare a farvi parte, 
poi il cambio di millennio, scampato il bug, tutti davanti al pc, ma siccome è ancora poco...
 internet arriva sui cellulari per una connessione h24 e così, nel 2010, l'amore è: farsi un selfie di coppia.
e  poi... neanche più quello

venerdì 18 agosto 2017

telegrafica_mente

adesso la moda è sgomentarsi a tempo.
se succede qualcosa, ma soprattutto un attentato, dolore, disperazione e sdegno hanno sempre minor durata.
subito deve seguire una manifestazione di reazione e affermazione della libertà di vivere come sempre.
tutto deve tornare tassativamente come prima, possibilmente più allegro e festante.
stessa spiaggia stesso mare, perché è tempo di vacanze e niente deve interferire.
resterebbe da capire perché i tg e i palinsesti vengano rivoluzionati con speciali infiniti quanto inutilmente conditi di dettagli più o meno credibili e attendibili della tragedia di giornata (nel caso specifico c'è un riassunto interessante sul sito di rischio calcolato).


brusii fastidiosi in un'estate già costellata di miserie di ogni genere tra sorelle fatte a pezzi nei cassonetti; pullman che si schiantano sotto viadotti; ultraottantenni che nell'ora più torrida del giorno più caldo dell'anno vanno a farsi un'arrampicata estrema (in tutti i sensi); tornei di uxoricidi che si contendono il titolo del più stravagante; gommoni da diporto, da trasporto e di salvataggio che si perdono nelle derive marine ed umane; post discoteca da film degli orrori e poi le immancabili sciagure ambientali e gli eterni conflitti tra mitomani e folli capi di stato.
no tinc por (non abbiamo paura) scandiscono i catalani e con loro tutti quelli che a turno si ergono a paladini delle vittime di qualcosa che si dice abbia a che fare con il terrorismo islamico... come se tolto quello il resto fosse rose e fiori.
c'è di che avere paura, eccome!
perché le probabilità di finire ammazzati da un matto con lontani parenti di origini sospette sono irrilevanti e numericamente di molto inferiori alle vittime delle quotidiane tragedie.
allora forse ci dovremo abituare (o forse lo siamo già) a tirare dritto sperando di schivare i pericoli, ignorare la paura e i segnali che dovrebbero preservarci, vivere un presente di punti e linee ininterrotti, di cause ed effetti in automatico dove finché tutto gira come ci piace, bene, altrimenti ti uccido come se niente fosse e poi torno in spiaggia o mi vedo la partita in tv, che domani riparte il campionato.

giovedì 10 agosto 2017

Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell’infinito*

* confucio

(una cosa vorrei sapere: come sia possibile che nessuno dei desideri espressi a san lorenzo si sia mai avverato... a meno che sia un po' come l'ha detta Victor Hugo e cioè che l'anima è piena di stelle cadenti...)

comunque sia se ne son dette tante, una più bella dell'altra: da Rimbaud (ho teso corde da campanile a campanile; ghirlande da finestra a finestra; catene d'oro da stella a stella, e danzo) a Caramagna (il cielo riceve imprecazioni e in cambio offre stelle) dal premio nobel Maeterlink (se prima di baciare la persona amata avrai guardato le stelle, non la bacerai allo stesso modo di quando avrai guardato le pareti della tua abitazione) a un twitter di tal alfcolella (la prenderò a sassate, quella stella, pur di fartela cadere. Tu prepara il desiderio, io prendo la mira), etc, etc, etciù!



martedì 8 agosto 2017

physique du rôle

che si corra piano oppure fortissimo, il colore che va per la maggiore è quello più che ambrato anche nelle squadre di nazioni a latitudini dove il sole si vede pochino.
effetto dei fenomeni migratori, ma anche di compravendita di passaporti.
strano caso quello che fa si che quando si parla di campioni si smetta di esser razzisti.
ovviamente anche tra gli azzurri spiccano visi colorati, purtroppo mancano ancora ancora i risultati.
per ora ai mondiali di atletica il motto è fuori tutti fin dalle eliminatorie e semifinali, il miglior posto è il quinto nella maratona maschile e dubito arriverà qualcosa di più dalle frecce ancora da scoccare (probabilmente finirà a zero medaglie come la scorsa edizione).
corsi e ricorsi dello sport come nella vita; persino gli astri giamaicani della velocità hanno ceduto lo scettro e poi, senza ansia da prestazione (degli altri), mi godo lo spettacolo e la bellezza in primis dei saltatori e saltatrici in lungo e in largo, se poi son simpatici anche meglio.


Yulimar Rojas, un vero talento che salta con una competenza diciamo ancora un po' acerba nella difficile tecnica del triplo, ma vince l'oro sulla strafavorita e super fashion Chaterine Ibargüen.
e poi è venezuelana, l'unica cosa bella nella tragedia senza fine di quel paese.



medagliere

martedì 1 agosto 2017

travolta da un'insolita calura nell'arido orto d'agosto

facce stravolte anche se da queste parti fa persino fresco rispetto ad altri luoghi della penisola.
acqua che manca, acqua che va via tra falle e incendi da domare e la pazzia galoppante che dilaga riempiendo le pagine della cronaca nera e quelle della politica.
dunque tutto nella norma tranne le temperature che in questo periodo di solito si facevano più sopportabili.
magari il record del 2003 resterà imbattuto, ma anche un sesto, settimo, ottavo posto della classifica mica si butta.
e di quello ci si dovrà accontentare ai mondiali di atletica che prenderanno il via venerdì.
sistemate in bacheca le medaglie delle recenti manifestazioni, a londra i trentasei azzurri promettono solo delusioni.
me ne farò una ragione... quello che invece resta in gola è il rospo per questo assurdo 'codice di comportamento' per i salvataggi in mare... cioè: sono vietate le tagliole per catturare i tassi che hanno ridotto l'orto una trincea bombardata, ma si possono far annegare migliaia di persone in un mare di scartoffie e codicilli, quando va bene e, letteralmente, quando va male?
sembra impossibile ma ogni volta che qualcuno apre bocca sui migranti batte il record di stronzate, tutti campioni del mondo e competizioni sempre aperte.
il 4 fanno in ferie, forse si respirerà.
ritorno previsto il 4 settembre, forse l'11, ancora non si sà... ad augurargliele pessime si rischia che tornino peggio di prima, ad augurargliele buone... beh... il risultato è sempre quello.

mercoledì 26 luglio 2017

1'54"73

dal record di 1'56"47 del 2007 (durato solo un giorno perché superato dalla francese Manaudou nello stesso mondiale) in un diminuendo continuo fino all'1'52"98 di Roma del 2009, Federica Pellegrini ha abbassato per sei volte il tempo nei 200 metri stile libero di cui è primatista mondiale da dieci anni.
i record, si sa, son fatti per essere battuti, eppure, ogni volta, l'ultimo è sempre quello che nessuno mai potrà eguagliare o abbattere... anche se c'è chi dice che le medaglie contano più del tempo impiegato per vestirle... e allora c'è da rallegrarsi perché comunque sia è arrivata anche questa e con lei un nuovo primato che la porta a diventare la prima nuotatrice (uomini inclusi) a salire sul podio mondiale nella stessa gara per sette volte consecutive.
imbattuto il suo tempo migliore (ma è comunque medaglia d'oro), ci sono ancora altri dodici primati di quel mondiale del 2009 a resistere nonostante l'assalto delle giovani leve, classe 2000, che si stanno sfacciatamente affacciando in piscina come sulle piste di atletica e nello sport in generale.
ma intanto dicono la loro i 'vecchietti' della fine dello scorso millennio e, per ora, sono cinque i tempi che si sono abbassati in questo mondiale (c'è chi spera che uno dei prossimi venga stabilito da un connazionale di cui evito di fare il nome per scaramanzia).

i mondiali degli altri: gli extraterrestri
25'95" il record di Adam Peaty nei 50 metri rana... quasi un secondo meno di quanto nuotato in occasione del primo argento (2014) e poi la farfalla Sarah Sjöström prima donna a scendere sotto i 52" nei 100 metri stile libero.

ma il titolo di extraterrestre del nuoto va a Katie Ledecky che dai 200 ai 1.500 metri passando per le staffette, 4x100 e 4x200, le nuota tutte e le vince tutte.
le resta un record da togliere alle rivali (staffette escluse), spiacenti, anche oggi niente da fare.

domenica 23 luglio 2017

disabil_mente

fuori dai clamori (e anche dai sussurri) dei media, tra mondiali di atletica, di nuoto, scherma e vari giri ciclistici sempre più corsi a eliminazione per incidenti, infortuni e malanni, si sono conclusi i mondiali di atletica per disabili con un altissimo profitto per il bel paese e un po'di thriller nell'ultima giornata che ha visto un bronzo inaspettato poi diventato argento e due ori, quello di Martina Caironi guadagnato sotto il diluvio e l'altro con un solo lancio del peso per un incidente occorso ad Assunta Legnante a inizio gara.
totale della  spedizione composta da dodici atleti: dieci medaglie (la scorsa edizione erano tredici per quattro podi).
cercare di seguire le gare è stato un po' complicato e leggermente meno avvincente delle scorse paralimpiadi, ma ancora tante storie assurde e spesso molto lontane dalle usuali disgrazie quotidiane dei più...
riflettevo (cinicamente) sull'eventualità di inserire qualche nuova categoria tra quelle che comprendono i vari gradi di disabilità: dai maniaci della connessione h24 ai poltronati della politica ecc., ma sarebbe un'offesa per i paralimpici; meglio sarebbe indire competizioni dedicate specificatamente... aggià... ci sono già, dicasi elezioni...
tornando al tema, ogni giorno che passa mi convinco sempre di più che il numero dei disabili sia ben più alto di quello ufficiale (duecento milioni gravi e circa un miliardo complessivi, dunque un settimo della popolazione mondiale).
chi per un verso, chi per un altro, ne vedo tanti a cui 'manca' quel quid che potrebbe renderli 'a norma' (una condizione che di fatto appartiene all'elenco delle specie in via di estinzione) in un mondo di disadattati e 'impediti' anche solo a prefigurarsi mentalmente una 'normalità' di cui è sempre più difficile dare una definizione certa e attribuire un significato univoco.
mi ci metto anch'io, che mi vedrei bene nella categoria disabilità intellettiva e relazionale, magari nel lancio della clava.


i mondiali degli altri: gli extraterrestri

nella foto il tedesco Markus Rehm, un personale di 8,40 metri nel salto in lungo (qualcosa in più di quanto è bastato ai 'normodotati' per vincere l'oro in ciascuna delle tre le ultime edizioni delle olimpiadi) festeggia la vittoria con un salto mortale al volo, così, tanto per ridere...