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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

lunedì 5 dicembre 2016

domenica 4 dicembre 2016

4 dicembre

oggi si festeggia una santa che forse lo è o forse no.
nel secolo scorso, dopo tanto meditare, la chiesa l'ha rimossa dal calendario, ma le ha concesso di restare nella lista dei santi.
martire e ribelle, figura leggendaria, nel senso che potrebbe essere frutto della fantasia religiosa, tra gli altri, fa da patrona a genieri, artificieri, minatori e vigili del fuoco.
(di questi ultimi ci sarà estremo bisogno da stasera in poi, come sempre del resto).
anche loro martiri misconosciuti, eroici e silenziosi, fanatici sfegatati delle virtù umane, altruisti in una misura esagerata da comprendere, mal pagati eppure irriducibili a perseguire la salvezza di chiunque si trovi in pericolo, fosse anche un gatto salito su un tetto per divertimento.
invisibili e discreti appaiono all'improvviso appena succede qualcosa e prima ancora che ne se abbia cognizione.
esperti di tutto: pronto soccorso sanitario e non, perizie, stime, rilievi, arrampicate, discese, incendi, terremoti, alluvioni, sciagure di ogni sorta, imprevisti e piccoli interventi.
belli, con quell'aspetto sano e sportivo, sempre un sorriso, mai stanchi, nemmeno sudati sotto le pesanti divise spesso impolverate, spariscono come sono venuti, senza clamore e senza neanche attendere il grazie di cuore che gli sarebbe dovuto (anche per il solo fatto di esistere), per riapparire altrove annunciati dalla sirena che fa aprire gli usci e le finestre quel tanto che basta per lanciare uno sguardo a quel mezzo rosso che caracolla verso qualcosa che ci si augura lontano da noi.



sabato 3 dicembre 2016

fischia il vento

una giornata particolare, in verità è qualche tempo che la bufera infuria ma a favore di vento.
l'avevo sentito girare, il vento.
capita che piano piano succeda che anche i problemi vengano visti più come opportunità che disgrazie e così si veleggia, sì tra le onde oceaniche, ma come trasportati da un destino che già attende sull'approdo e ti attira verso una salvezza di cui avverti la possibilità, anzi la dai quasi per scontata.
le correnti favorevoli sono impervie e ristrette, ma si aprono davanti a te senza l'incertezza di saperle riconoscere, come un ago che infila una dietro l'altra le perline di una collana, gli eventi si predispongono nel modo che ritieni migliore.
si dispongono tutt'intorno a scaldare l'angolino che hai pensato per racchiudere il risultato di tutto il lavoro approntato e messo in atto per mesi, quando nessuno capiva o pensava che sarebbe servito o avrebbe concorso al risultato di cui oggi si compiacciono.
col vento in poppa puoi aprire gli occhi e vedere, come si fosse già realizzato, il tuo obiettivo, puoi rallentare un pochino il passo e la velocità te la regala il vento.
poi c'è chi si gira testardamente indietro perché vuole per forza strizzare gli occhi e avere di che lamentarsi, della sfortuna, del destino, delle correnti contrarie o semplicemente perché incapace di cogliere l'attimo della svolta che se l'assecondi torni a galla e rifiati mentre se lo perdi rischi di annegare.
brutto compagno di viaggio colui o colei che agisce in senso contrario, resta solo di buttargli un cappuccio in testa e trascinarlo, o spingerlo a calci in culo, fino al porto, farlo scendere e mostrargli le meraviglie che si possono trovare, quando ci si crede almeno un po'...

giovedì 1 dicembre 2016

ossessiva_mente




forse sarebbe bastata l'immagine a descrivere quello che ho nella testa, ma i precedenti illustri che rimandano al significato del loop ripetitivo che flagella (inutilmente) ogni attesa mi hanno portato altrove...
dal metronomo di Man Ray a quello di Cerami (pag 15) ma ve ne sono moltissimi.
strumento indispensabile nella musica come nella poesia rappresenta, per me, l'ossessione senza via di fuga nè scampo, un'infinito esercizio di pazienza e sopportazione, lo stato catanonico, autoipnotico, l'esasperante monotono andirivieni alternante del dubbio e della certezza, l'allucinazione dell'insonne, l'ineluttabilità assoluta.
e poi c'è il diapason, altro strumento fondamentale per l'espressione artistica.
anche quello mi da sui nervi, ma comunque meno dell'insopportabile ticchettio di un metronomo.

mercoledì 30 novembre 2016

ogni scusa è buona

il futuro ci tormenta, il passato ci trattiene, ecco perché il presente ci sfugge (g. flaubert)
chi sa se gli dei superi aggiungeranno il domani alla somma dei giorni trascorsi fino ad oggi? (q.o. flacco)
ci sono due giorni all'anno in cui non si può far niente. uno si chiama ieri e l'altro si chiama domani, perciò, oggi e il giorno giusto per fare (dalai lama)
oggi è il domani di cui avevi tanto paura! (j. morrison)

sarà come sarà (dico io), ma oggi come ieri (e ci metto pure gli altri giorni dell'ultima settimana) tutta sta voglia di approfittare del tempo presente è rubata dalla fatica anche solo di pensare a qualcosa da fare che sia diversa dal poltrire al tiepido, possibilmente per l'eternità, o quanto meno ancora un po', i classici cinque minuti che ti scombinano il resto del giorno facendo rimandare a domani quanto ieri avevi deciso per oggi.

eraclito

martedì 29 novembre 2016

costante fissa

accanita, incaponita, caparbia all'ennesima potenza nell'essere totalmente avversa alla routine, annoiata dal ripetersi della solita solfa, annuso l'aria e se puzza uguale a quella di prima sbuffo perché già so che la prossima sarà ancora identica, comincio qualsiasi cosa con entusiasmo e il più delle volte lascio perdere prima della fine, mi stufa anche il déjà vu del déja vu.



l'unica costante della mia vita: l'incostanza.
e me ne vanto, o per lo meno me ne sono fatta più una ragione che una colpa.

domenica 27 novembre 2016

leggendo di persone che non potrei mai essere e di avventure che non potrei mai avere


la paranza dei bambini, il nuovo libro di roberto saviano... ancora da aprire, ho già l'impressione che diventerà un film, una serie e un best seller.
tornerò (forse) a completare il post (ultimamente, ho più voglia di leggere che di scrivere), anche se è vero che i libri piacciono o no a seconda di chi e quando li legge.
al momento, immergermi in storie avulse dal mio quotidiano è gradito, anche se, soprattutto in questo caso, qualcosa mi dice che preferirei pensare che il contenuto sia di pura fantasia, ma pare proprio di no.