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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

mercoledì 18 ottobre 2017

passano, le mode passano

mica quelle da passerella (che da quando si son perse le stagioni si fan fatica a distinguere le collezioni estive da quelle invernali ché son tutte le stesse di stracci ed esagerazioni appese alle ossa di adolescenti che incedono allampanati), ma le mode dei momenti della vita quotidiana.
le più me le perdo perché essendo a-social mi arrivano solo gli echi mentre già ne è spuntata una nuova.
comunque il meccanismo l'ho capito.
un o una pirla qualunque, che per chissà quale dote è o è stato/a famoso, o anche appena noto, si sveglia una mattina e posta qualcosa che fa piangere e/o sdegno e via... tutti a correre intorno a quello col dito alzato: 'anch'io, anch'io' e viceversa 'io no, io no'.
fortunatamente man mano che trascorrono le ore, o come si diceva nella favole: 'cammina, cammina', cambia scena, anche se il copione è poi sempre lo stesso.
beghe incomprensibili e irrilevanti e, se il fatto è grave, banalizzato dalla selva dei commentatori fino a diventare un niente comunque rumoroso e fumoso, quel tanto che basta a nascondere tutto ciò che frivolo e modaiolo non è.
da un po' c'è questa sottotraccia sull'argomento stupri, che spero termini le sue declinazioni becere al più presto, prima c'era l'atomica e la prossima neanche nostradamus saprebbe predirla e ogni moda che passa porta via una buona percentuale di neuroni e così, via via, si parla e si scrive sempre più come le scimmie ammaestrate.
en passant, con la coda dell'occhio subito messa tra le gambe, magari leggi anche di una giornalista maltese, ma di malta in fondo chi se ne frega?
qualcuno c'è a interessarsi di quanto nella distrazione generale succede, ma anche urlassero tutti insieme nello stesso minuto, chi li sentirebbe?
le mode passano e io le guardo passare come dalla riva di un fiume e quando riconosco un cadavere mai che sia di un nemico, nove volte su dieci è di qualcuno che aveva cura dei suoi neuroni e li faceva lavorare risalendo controcorrente come fanno i salmoni.

domenica 8 ottobre 2017

il velo pietoso

sono ancora qui che mi sbellico dalle risate per il regalo del nano allo zar... certo la zarina (o chi per essa) si diverte meno all'idea di dover prender sonno sotto una coltre di tal fatta:
ma nemmeno a una coppia di neo sposi può capitare di ricevere qualcosa di simile neanche dall'amico più burlone della compagnia.
se poi si pensa all'avversione per l'omosessualità del festeggiato, sembra più una presa in giro di un 'presente' spiritoso.
senza dimenticare la sottile allusione al fatto che in politica gli affari si fanno spesso a letto.
come per l'agnellino potrebbe partire una moda... già mi vedo salvini, nel consueto costume adamitico, a letto con di maio...
quando pensi di averle viste tutte, arriva lui e rilancia...

mercoledì 4 ottobre 2017

un mercoledì da cinghiali

parlo piano sennò la micia pensa che sto per tradire il patto, ma se mi dovessero obbligare a prendere un cane sceglierei un beagle-harrier come quelli che scodinzolavano stamattina nei pressi dell'orto.
come ogni anno sono arrivati i cacciatori in valle.
oggi la squadra, capitanata dalla carabina del sindaco, era nutrita per via che ogni orto, giardino e fosso del paese è stato ribaltato dagli ingombranti cugini degli esemplari che ormai preferiscono la città ai boschi natii.
comunque: alle dieci, con tutta calma, li sento arrivare dallo scampanellare della muta (muta si fa per dire) e mi precipito nelle fasce perché, di norma, entrano e lasciano i cancelli aperti.
li avevo visti l'altra mattina due grandi nel boschetto di sotto.
mi hanno guardato sporgendo il muso da sotto che quasi arrivava alle mie caviglie, due metri sopra.
devono avermi preso le misure e calcolato che per due scarsi bocconi non valeva la pena e sono rimasti più o meno dove stamani in quattro e quattr'otto li hanno stanati.
quando li hanno mollati mi son venuti incontro, ma il loro sguardo non era feroce, anzi sembrava dire: 'scusa il disturbo, ho sentito dei cinghiali, sai sto giocando alla caccia per far divertire il mio padrone, lo prendo e me ne vado via subito, ciao, ciao'
piccoli e tosti, determinatissimi, coraggiosi, intelligenti, vivaci, simpatici e mille volte meglio di quel pirla di pit bull che abita qui sopra e passa il giorno a ringhiare a ogni gatto che passa e poi se la fila se ne incontra uno per strada.
mentre scambiavo due chiacchiere col canettiere, si son lanciati nei rovi come bambini a cui la mamma ha dato il permesso di fare il bagno in mare.
in un attimo un tafferuglio poi la fuga del cinghiale a cento all'ora che sembrava una mandria di bisonti.
nella stessa frazione di secondo ho pensato: dove scappo che questo salta sù? alè li ha ammazzati tutti! urka sta andando dritto incontro al cacciatore.
tre flash, tre colpi a tre metri dal fucile e da me, e i cani?
spariti, zitti, son morti.
macchè!
atterrata la bestia sono ricomparsi dal nulla tutti entusiasti intorno al padrone.
uno sguardo furtivo alla carcassa: 'ahahhh, te l'abbiamo fatta' e poi via a giocare di nuovo alla caccia nel bosco.
era un esemplare grigio chiaro, insomma un cinghiale bianco, ma il più piccolo dei due.
l'altro forse l'hanno scovato più tardi perché hanno sparato altre tre volte.
lo strano è che da vicino gli spari sembrano mortaretti, e quando sono lontani sembrano bombe per via dell'eco.
comunque l'isis non ha rivendicato e tranne l'ungulato nessuno si è fatto male.

domenica 1 ottobre 2017

guardia incivil

impressionanti le devastazioni compiute sugli umani e nei seggi del referendum spagnolo.
due volte impressionanti perché a compierle sulla folla inerme e sui beni della collettività è polizia di stato.
tre volte impressionanti perché né l'europa, né i singoli stati, stanno esprimendo né sdegno, né condanna, né inviti a fermare scontri annunciati che si sarebbero potuti benissimo evitare con un po' di diplomazia.
quattro volte impressionanti gli argomenti a cui si è ricorso per tentare di bloccare il voto.
cinque volte impressionanti le giustificazioni che ancora vengono addotte alla repressione squadrista che si nascondono dietro all'incostituzionalità del quesito referendario, o meglio della legittimità a richiedere che venga svolto.
questione differente da quella del kurdistan, anche se di spirito comune, ma gli spagnoli stanno facendo peggio persino dei capi di stato vicini alle vicende dei curdi.
hanno sbagliato tutto fin dal principio cercando di gestire la situazione con un atteggiamento di forza e arroganza che ha prodotto il risultato di portare ai seggi ancora più gente.
stando così le cose, restava (sarebbe restato) lasciar fare e, una volta chiusi i seggi, dichiarare nulla la consultazione, meglio se dopo aver contato le schede.
in un paese veramente civile si discute, si aprono tavoli, ci si adegua al mondo che cambia.
qualsiasi cosa ma la polizia che spacca la testa alle vecchiette, salta a piè pari sulla schiena della gente, la butta per scale, prende per la collottola e manganella ragazzi e ragazzi con le mani alzate, distrugge le scuole e qualsiasi cosa si frapponga è qualcosa che si doveva evitare.
adesso, in un paese civile, se ne dovrebbe andare a casa il capo della polizia e pure rajoy e pure in fretta perché una ferita così profonda e dolorosa, qual è l'ottuso sopruso di queste ore è insopportabile e insanabile tanto che temo sia il prologo ad ancor più gravi scontri e conseguenze.

venerdì 29 settembre 2017

la vita agra*

autore e protagonista del libro* hanno lo stesso nome e in qualche modo l'uno racconta l'altro e insieme storie che potevano sì capitare, ma che era più frequente leggere in cronaca che vivere in prima persona.
ai tempi, così com'è stato fino a qualche decennio fa, la maggior parte delle persone 'comuni' era quasi del tutto esente dall'eventualità di subire truffe e raggiri dei quali neanche si pensava di poter cadere vittima.
oggi è lo stesso?
mi pare proprio di no.
mi guardo intorno e mi vedo capovolta.
qualsiasi attività è vista come opportunità per un affare, grande o piccolo purché sia.
difficile trovare interlocutori disposti a discutere e appassionarsi al progetto fine a se stesso.
si arriva subito al punto: quanto ci guadagno, al netto di quanto speso in termini di impegno e di tempo?
a occhio e croce si soppesa il vantaggio e ci si stringe la mano per suggellare l'intesa.
poi si girano i tacchi e si inizia a fare di tutto per arrivare allo scopo col minimo sforzo, possibilmente niente altro che passare alla cassa a riscuotere sventolando un pezzo di carta che attesti che quanto ci spettava è stato fatto e a prescindere che lo si sia effettivamente realizzato nel migliore dei modi.
qualsiasi modo va bene.
la qualità è insoddisfacente? dovevi pagarmi di più.
sì ma quanto di più?
più di quello che bastava allora e più di quanto dici che basta adesso, perché appena dici sì diventa meno, diventa poco a sua volta.


allora erano pochi quelli che ebbero sentore che sarebbe finita com'è adesso, anzi ci si divertiva a vederlo al cinema, invece, inutile dirlo, eccoci qui a giocare alle tre carte con l'imbarcata che prima o poi arriva.
almeno una al giorno.
è fisiologico.

è la prassi.

giovedì 28 settembre 2017

quel quartino divino

quanto basta quando basta così.
quando sei al limite, quando vuoi chiudere col mondo, con te stessa, con tutti e con tutto fino a domani, che chi se ne importa se arriva oppure no.
quel mezzo bicchiere da due sorsi, giusto per versarne ancora un paio fino a quando senti arrivare quell'effetto di leggera e soave ebete beatitudine fittizia e infingarda perché lo sai che è effimera, ma ti basta o te la fai bastare, quel tanto per serve ad annegarti per una sera, per una volta ogni tanto, per tutte le volte che ho urlato basta così forte da perdere il fiato e nessuno ha sentito (o ha preferito far finta di non sentire).
prosit!
prosit?
fanculo, va!

domenica 24 settembre 2017

il mistero della taglia 38

stamani stendevo una camicetta verde smeraldo che, appunto per la vivacità del colore, indosso così poco da aver superato gli anta senza una grinza e notavo che è una taglia 38 come il resto dell'abbigliamento posseduto quando ero giovane.
ora porto la 42.
ma quella camicetta mi calza esattamente come allora, ergo: son le taglie che si sono 'ristrette' più che essere io ad essermi allargata!
risolto il mistero, torno alla riflessione che mi impegna (si fa per dire) da qualche tempo.
è il momento di confessare una debolezza veniale circa l'attrazione.
ai tempi della 38 capitava che mi sentissi più attratta da personaggi 'attempati' che dai coetanei.
magari di solo qualche anno di più, ma mai più giovani.
poi, man mano che gli anni avanzano, mi sono accorta di una inversione di rotta e, fino ai cinquanta, ci stava.
capello lungo, fisico asciutto, abbigliamento casual, aria un po' fainéant, intelligente, colto e un po' (tanto) stronzo, sulla trentina perché il brizzolato già mi fa storcere un po' il naso fosse anche un george clooney o un raoul bova de noantri.
ma adesso sto davvero esagerando.
un po' come quei vegliardi che sbavano dietro alle minorenni (senza raggiungere quel limite).
ieri in corriera mi sono incantata a guardare senza pudore un quattordicenne che però sembrava averne diciotto (lo giuro).
ovviamente lui neanche si è accorto di me (è il vantaggio di essere over tutto), però, però... mi ha fatto un po' pensare.
avrei dovuto trovarci tenerezza e 'nonnezza' in quell'insistere dello sguardo e invece c'erano proprio tutti gli ingredienti che per tanti anni hanno spesso trovato come risposta un cenno, uno scambio di apprezzamento che a volte è sfociato in un incontro successivo.
un risveglio dal sopore di emozioni relegate nel dimenticatoio per impraticabilità del campo amoroso che i coetanei narcotizzano prima ancora che la mente possa concepire anche solo l'eventualità di una simulazione di scambio di qualcosa di diverso dalle due chiacchiere quasi obbligatorie tra due individui che aspettano il tram.
la psicologa forse direbbe che ha a che fare con il rifiuto della mia vecchitudine...