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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

mercoledì 15 novembre 2017

se una notte d'inferno un pensatore...

...sognasse un mondo impestato e infestato, al mattino, svegliandosi, si sentirebbe sollevato perché sa benissimo che quell'incubo è niente a confronto di quello che si troverà davanti una volta sceso dal letto.

...matematico illustre perso nelle sue formule fino a dimenticare la tabellina del sette si ritrova a dare i numeri, però solo due: zero e uno emettendo ripetutamente: bit, bit.

...sale sull'autobus, maledicendo i ladri che nella notte gli hanno bucato tre gomme, per andare in questura sperando di sbrigarsi in tempo per arrivare puntuale a lezione, quando all'improvviso una tipa attempata si mette a gridare: "quel tipo lì con un libro in mano mi molesta".
"ma che dice signora? sto solo leggendo..." e lei stizzita "e allora si vede che legge qualcosa che non mi piace!"

...senza saperlo un sospetto l'assale improvviso: 'e se questo rumore che sento tra le orecchie (dove invece dovrebbe trovarsi il vuoto pneumatico così com'è per gli altri miei simili),  fosse un acufene?' pensa e ripensa, alla fine conclude che è un grumo di cattivi pensieri (perché i buoni si sa che invece cinguettano...)

...professionista va all'inps e si mette a gridare: ''ma lei lo sa cosa ha detto henry ford? "chiii? - gli risponde l'impiegato - harrison, quello di indiana jones?" "ma no, scemo, ford quello delle macchine ha detto che pensare è il lavoro più pesante che ci sia, quindi voglio l'ape!".
"bene, l'autosalone è di fronte".

...pensa allora di cambiare mestiere e diventare oratore, ma nessuno lo va ad ascoltare e così si reinventa scrittore, ma senza trovare un editore; si improvvisa scultore, pittore, musicista, insegnante, ne prova tante e, prima di arrivare a tutte, gli propongono di fare l'opinionista in tv.
"finalmente qualcuno mi riconosce il giusto merito" e il direttore di rete "sì, ha veramente un ottimo taglio di capelli e anche l'abito non è male!"

...davanti alla tv, per una volta senza crucci, per una sera, solo una sera vorrebbe sentirsi semplicemente un tifoso orgoglioso della sua nazionale che si sta giocando l'accesso ai mondiali e invece finisce come finisce e lui passa dal pensiero unico all'unico pensiero: "ma a che cxxx pensano 'sti qua?"

....al telefono: "hai visto come è andata? .... certo che sì... no, no... ah..., non pensavo.."
"ma come non pensavi? ma non sei un pensatore?"
"chi io?, veramente di lavoro faccio il pescatore, il  riflessologo è mio cugino"

...scruta nel buio, rotea lo sguardo, si gira di scatto poi si butta per terra e da lì prova a traguardare il pavimento come cercasse un bottone perso dal gilè, si rialza, chiude gli occhi ma niente ci son sempre quelli (i suoi pensieri) che lo fissano.

...al mattino è bene chieda perdono a Italo Calvino.

martedì 14 novembre 2017

nuova location

sono due ma diventeranno tre, forse quattro perché la lei è incinta.
per una serie di motivi devo prendere una pausa dall'orto e mentre ero lì che bestemmiavo amaro mi ferma il vicino a proposito di una donazione dell'acqua di fonte in esubero.
fortunatamente sono ancora acuta e vigile e ho colto l'occasione di cedere parte del terreno per ospitare capre e pecore.
i primi due ospiti sono già a scornarsi scampanando allegramente nell'orto di teti, gli altri arriveranno.


il legittimo padrone devo ancora capire se è più folle di me e di che genere di pazzia è afflitto, ma le premesse sono abbastanza promettenti e, soprattutto, l'incubo dello sfalcio è risolto.

lunedì 6 novembre 2017

de profundis

grazie.
a chi?
a quello che alla fine è riuscito a uccidere nello spirito e nelle urne l'anima della sinistra e pure il corpo, la memoria, gli ideali e il significato del termine applicato alla politica.
mi verrebbe un sonoro vaffaunculo dal profondo, invece mi consolo leggendo lo sfogo di oscar wilde per le gratuite e ingiustificabili sofferenze da lui patite per le discriminazioni dei suoi tempi che sono anche nei nostri (tempi) e prego un dio, che per me neanche esiste, perché ponga fine all'esistenza di questa razza di sottospecie di individui dalle sembianze umanoidi e dal cervello di un protozoo malnato e del tutto privo di qualsivoglia forma di intelligenza o istinto primordiale capace di far supporre, ai più ottimisti, la capacità di evolvere verso un fine o una meta di qualche utilità alternativa al recar danno.
grazie!

sabato 4 novembre 2017

lucida follia

insomma è andata che per una vita ho provato a migliorarmi cercando di recare poco danno al prossimo e al pianeta ed è finita che sembro una pazza fuori dal mondo.

mercoledì 25 ottobre 2017

mal costume zero gaudio

c'è anche chi si sente spiritoso e chi parla di scherno come fosse un complimento, ma a giudicare da quel che si vede, dal senato al pescivendolo è tutto un delirio di insulti e turpiloqui.
guardo e penso che si può dire senza ombra di dubbio che sì, siamo tutti imbecilli.
è un mal comune.
le parti avverse si accusano di reciproca idiozia, ergo: siamo tutti idioti senza neanche quel mezzo gaudio del famoso detto popolare.

domenica 22 ottobre 2017

tilt

scorrevo l'anamnesi riassuntiva della mia non salute e per analogia ho pensato al flipper.
in qualche modo l'apparizione, e sparizione, dei vari sintomi equivale un po' a una partita in cui a un certo punto sono andata in tilt e mi è toccato ricominciare a giocare daccapo per accumulare i punti necessari a competere con chi ne ha fatti di più.
per altri sarà magari stato che durante una placida pedalata vi sia stata una caduta o uno strappo muscolare, insomma qualcosa di imprevisto, ma comunque attinente alla propria attività, a rallentarli.
più di pochi possono avere la certezza che all'origine dei problemi medici vi sia uno stile di vita scorretto e sono i più restii a guarire.
comunque sia, col passare tempo, ci si ritrova ciascuno con i propri acciacchi che finiscono col diventare cronici e si sommano uno all'altro come le perle di un rosario che scorre tra le dita nel loop giaculatorio fino all'amen definitivo.
insomma  da sempre e per sempre gira nel mondo questa epidemia incurabile e letale: si chiama vecchiaia.
c'è poco da dire e da fare, anche se 'dentro' senti la vocina di quando eri ancora giovinetta 'pazzerella', fuori appari una cariatide incespicante e incerta che ride alla battuta quando gli altri sono già andati via mentre resti da sola a fissare le palline che salgono a fatica e poi ridiscendono dritte nella buca.

mercoledì 18 ottobre 2017

passano, le mode passano

mica quelle da passerella (che da quando si son perse le stagioni si fan fatica a distinguere le collezioni estive da quelle invernali ché son tutte le stesse di stracci ed esagerazioni appese alle ossa di adolescenti che incedono allampanati), ma le mode dei momenti della vita quotidiana.
le più me le perdo perché essendo a-social mi arrivano solo gli echi mentre già ne è spuntata una nuova.
comunque il meccanismo l'ho capito.
un o una pirla qualunque, che per chissà quale dote è o è stato/a famoso, o anche appena noto, si sveglia una mattina e posta qualcosa che fa piangere e/o sdegno e via... tutti a correre intorno a quello col dito alzato: 'anch'io, anch'io' e viceversa 'io no, io no'.
fortunatamente man mano che trascorrono le ore, o come si diceva nella favole: 'cammina, cammina', cambia scena, anche se il copione è poi sempre lo stesso.
beghe incomprensibili e irrilevanti e, se il fatto è grave, banalizzato dalla selva dei commentatori fino a diventare un niente comunque rumoroso e fumoso, quel tanto che basta a nascondere tutto ciò che frivolo e modaiolo non è.
da un po' c'è questa sottotraccia sull'argomento stupri, che spero termini le sue declinazioni becere al più presto, prima c'era l'atomica e la prossima neanche nostradamus saprebbe predirla e ogni moda che passa porta via una buona percentuale di neuroni e così, via via, si parla e si scrive sempre più come le scimmie ammaestrate.
en passant, con la coda dell'occhio subito messa tra le gambe, magari leggi anche di una giornalista maltese, ma di malta in fondo chi se ne frega?
qualcuno c'è a interessarsi di quanto nella distrazione generale succede, ma anche urlassero tutti insieme nello stesso minuto, chi li sentirebbe?
le mode passano e io le guardo passare come dalla riva di un fiume e quando riconosco un cadavere mai che sia di un nemico, nove volte su dieci è di qualcuno che aveva cura dei suoi neuroni e li faceva lavorare risalendo controcorrente come fanno i salmoni.