.
(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

DIARIO_G8_LUGLIO_2001




7 luglio 2016
l'ultima beffa

7 aprile 2015  La Corte europea per i diritti dell'uomo ha condannato l'Italia per «torture» in relazione all'irruzione della polizia nella scuola Diaz di Genova durante il vertice del G8 del luglio 2001 <continua a leggere>. 


2013

14 giugno
la Cassazione conferma condanne e assoluzioni di poliziotti e personale medico per i fatti della Caserma di Bolzaneto, ma i risarcimenti per danni e lesioni vengono ridotti.

11 gennaio la Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo accoglie il ricorso di una ventina di vittime dei fatti di Bolzaneto e la Diaz.
Attesa per metà anno il pronunciamento definitivo.
CLICK 


2012

20 luglio 2012 

15 luglio, bologna

13 luglio la cassazione sconta la pena per otto detenuti su dieci di quelli ritenuti "colpevoli" di devastazione al G8 del 2001, ma tutti andranno, anzi sono già in galera e ci resteranno per una decina di anni.
resto senza parole e solo un pensiero: val più una vetrina di 32 denti, ossa e turbe psichiche.

5 luglio la cassazione conferma le condanne per chi si è reso colpevole delle torture, peccato i reati siano in prescrizione, resta solo l'inibizione dai pubblici uffici per 5 anni.
dicono che si appelleranno alla corte europea come gliene venisse a loro (i poliziotti), comunque anche se tardiva un po' di giustizia è stata fatta e almeno moralmente è stata restituita parte della verità sebbene ancora senza scuse.


11 giugno alle 10 inizia il processo in corte di cassazione 




un filmDIAZ premio del pubblico al Festival di Berlino 2012
e un documentario trasmesso nell'aprile 2012 da Rai3 CLICK




2011_ dieci anni dopo (post):
non dimentico
20 luglio ore 17,25
21 luglio l'epilogo
appendice








DIARIO DI BORDO – G8 - 2001


Lunedì 16 luglio

A proposito di barriere...
Sono arrivate le reti per recintare la zona rossa... Assolutamente
invalicabili. Spesse qualche millimetro: praticamente una lastra di
ferro con dei piccoli fori.
In via del Campo le canzoni di De André come sempre dagli
autoparlanti... in Canneto invece Manu Chao.
Poca gente in giro soprattutto rispetto alla quantità di poliziotti,
carabinieri, vigili, guardia di finanza e agenti in borghese.
Praticamente una muraglia umana all'inizio e alla fine di ogni (e dico
ogni) vicolo.

Una notte e un giorno per montarle (le grate) e per toglierle?
A parte che qualche burlone potrebbe pensare che lasciarle potrebbe
rappresentare un vantaggio (e forse più di uno)... sarà divertente (!?)
vedere se prima delle grandi pioggie settembrine (sapete le classiche
trombe d'aria che dai tempi di Occhetto flagellano la serata di
inaugurazione del festival dell'Unità di Genova?) verranno rimossi e
saranno "dissaldati" i tombini, perché si sa, è vero?, che li hanno
tutti saldati e poi hanno tolto tutti i cestini della spazzatura e che
la gente la butta appunto nei tombini che oltre che saldati sono già
straripanti di cicche, carta, plastica, e ogni ben di dio?

A proposito di panni stesi...
Giustamente o no via i panni stesi dalle finestre... Sui portoni
l'ordinanza del sindaco che invita tutti i residenti a provvedere perché
il proprio palazzo si presenti in modo decoroso...
Ma è decoroso avere i cassonetti della spazzatura dentro (e dico dentro)
i portoni in piena estate e convivere con germi e puzza una intera
settimana?

Sempre a proposito di decoro...
L'ordinanza del nostro sindaco che nessuno ha ancora pensato (o avuto il
coraggio) di staccare dal mio portone (e che troneggia in po' in tutti
gli altri della zona) raccomanda oltre al decoro degli stabili quello
delle persone perché, ricorda, ci saranno oltre trenta troupe televisive
di noti registi che riprenderanno tutto quanto accadrà... Insomma come
dire: anche se siete incazzati/e, picchiati/e, umiliati/e... COMUNQUE
siate eleganti e decorosi/e...
A quando l'arrivo delle veline e delle comparse per far apparire più
decorosi gli abitanti?
Quella signora con le borse della spesa non è un po' troppo dimessa? E
quel vecchietto che dorme sulle panchine (per altro bellissime) ancora
traballanti del Porto antico? Almeno diamogli una mano di bianco come
alle facciate di via Pré!
Ma attenzione! Non pensiamo solo alla faccia, perché qualche malizioso
potrebbe dare un'occhiata anche dietro... Come alle facciate di via
Gramsci: nuove fiammanti nella loro precaria e provvisoria tinteggiatura
sul fronte e permanentemente cadenti e grigie sui lati...
Una svista o una trascuratezza che certo farà venire un colpo
apoplettico al presidente se e quando se ne accorge!
E che dire di quel palazzo di San Lorenzo rimasto a pezzi in mezzo a
tanti rimessi a nuovo?
Che è uno spettacolo da vedere (oggi vado a fotografarlo) perché la
ristrutturazione è bizzarra...: il confine tra il vecchio e il nuovo
passa esattamente a metà delle finestre per cui l'anta della persiana a
sinistra è nuova e quella destra è rimasta vecchia... (c'è da chiedersi
chi abita in quelle proprietà...? Solo persone dissociate? Separati in
casa? ma!)

Fare la spesa...
"Qui non si passa!"
"Ma senta devo andare dal fruttivendolo!"
"Qui non non si passa, non le vede le grate?"
(dovete sapere che le grate hanno una porta che viene aperta o chiusa a
seconda di come gli pare a loro)
"Ma lo vede che se faccio il giro poi sono di la?"
"Signora, io non so proprio niente e di qui non si passa!"
"..." la signora (che poi sono io) torna indietro gira nel vicolo a
sinistra poi di nuovo a sinistra, compra l'insalata e si ripresenta
davanti al drappello (ma dalla parte opposta della "rete")...
"Signora qui non si passa!"
"Ma scusi non lo vede che sono sempre io che ho fatto il giro?"
"Sì ma di qui non si passa!"
Allora mi chiedo: chi ha predisposto la dislocazione delle chiusure... è
un alcolista o abita a Sidney e Genova l'ha vista solo sulla cartina
dell'atlante?

Mi sorge un dubbio: io, sono dentro o sono fuori?
Perché se le "reti" sono a cingere la cosiddetta zona rossa...  se io
sono davanti ai cancelli che la cingono sono fuori... però, invece,
forse sono dentro giacché se mi giro, alle mie spalle ci sono ancora le
"reti"... E se guardo a destra o a sinistra le vedo ancora (le
"reti")...
"Dunque: sono dentro".
Ma allora perché mi dicono che non posso entrare?

Donne e... uomini

"Viva viva, finalmente facce nuove!"
"Finalmente! E' la volta che trovo anche un uomo! Quello giusto,
politicamente corretto, quello che ha tempo per parlare e fare delle
cose che non costano niente, quello lì, quello con quella bella tuta
bianca è certamente lui... oppure quell'altro con i bonghi e la
maglietta giusta... o quell'altro con lo zaino e l'aria un po'
scazzata... quello  con la bicicletta un po' (tanto) sudato? quello che
parla sul palco e fa l'occhiolino...?"
(segue)

A proposito di bombe...
"Ma per favore, ancora questi sistemi?!"

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Martedì 17 luglio

Forze dell'ordine e tensione...
Di giorno, seri e professionali, ma la notte...Ah, le allegre pattuglie
di polizia e quant'altro che ridono e raccontano le loro storielle ad
alta voce!
E i motori delle gazzelle fiammanti sempre accesi? Che loro non lo sanno
che nei vicoli il rumore tende a salire e non si dorme e i fumi anche e
non si respira?

Architettura genovese...
Nuovi casi di case a metà. Dopo quello dei due palazzi confinanti di via
San Lorenzo (il cui limite di restauro è tracciato a metà delle finestre
invece che nello spazio tra una e l'altra) spuntano altri nuovi casi
bizzarri di spazi architettonici "bi-facciali".
Il negozio gastronomico del mio amico Gianni (in zona rossa)
condiviso con un'attività di pasta fresca (sul lato giallo) e in mezzo
le forze dell'ordine che impongono una grata che taglia in due il
negozio.
Gianni deciditi: o servi il proletariato (chiuso in zona gialla) o
scegli quello più aristocratico e "potente" e privilegiato
della zona rossa!
Del resto che ci possiamo fare se alle elezioni hai preferito schierarti
dalla parte dei vincitori? Non eri tu che dicevi che finalmente ci
sarebbe stata chiarezza e giustizia per tutti?
L'altro caso è quello di una casa con due ingressi: uno in zona rossa e
l'altro in zona gialla.
Ecco allora che se per il primo ingresso non è possibile ottenere alcun
pass e l'autorizzazione a ricevere visite di amici e parenti, per il
secondo non ci sono proibizioni.
In attesa di sapere come la "anonima" proprietaria deciderà di sfruttare
l'opportunità di aprire un varco di comunicazione tra le due zone,
sappiamo solo che, intanto, pretende che il figlio esibisca il proprio
pass ogni volta che esce dalla sua camera per recarsi in bagno o in
cucina e viceversa.

Donne e... uomini (al mattino di martedì)
Dentro la zona rossa... ci si conta sulle dita di una mano: "heilà
Gino", "guarda c'è Pino", "ma tu sei Gina!", "ma Pina, allora anche
tu... come me... ci sei ancora, ci vediamo?".
Gli altri (tanti) non sono volti noti, quindi polizia.
Dentro la zona gialla... Tanti incazzati, per forza! Per raggiungere
distanze normalmente di qualche centinaio di metri bisogna camminare per
ore sotto il sole!

Donne e... uomini (al pomeriggio dello stesso giorno)
Dentro la zona rossa... i residenti (Gino, Pino, Gina e Pina) affannati
alla ricerca disperata di un po' di latte, di un panino, di "roba
fresca"... ma ormai siamo già quasi alla frutta e trovare un chilo di
verdura è difficile... l'appuntamento è per domani mattina presto...
Gli altri... continuano a essere volti non noti ma parlano un po' tutte
le lingue e sembrano assolutamente a loro agio nella città... sono
famiglie con figli anche piccoli al seguito, giovani colorati e
accaldati, ragazze spigliate e dall'aspetto sano.
Poi ci sono sempre loro: le forze dell'ordine. Meno freschi che al
mattino e assolutamente ignari di ogni cosa se ne stanno in disparte
cercando di non disturbare e forse aspettando la vendetta di domattina
quando alle 7 la zona rossa diventa davvero blindata.

Donne e... uomini (nella notte tra martedì e mercoledì)
I residenti in teoria ad assolvere l’obbligo di cercare un posto per la macchina, ma non essendo preveggente dovrai aspettare qualche giorno per sapere come finirà la storia delle auto (compresa la mia) che andavano assolutamente spostate entro le 20, perché se chiedi ai presidi (vigili compresi) nessuno sa niente, nessuno ha visto i cartelli (del resto piccolissimi), nessuno ha letto o conosce l'ordinanza, ma una cosa è certa (almeno per il vigile incrociato per strada): "Se è scritto sul Secolo (che è il
giornale cittadino) faccia come è scritto!"
Di sicuro si sa solo che quelle che non saranno spostate verranno
rimosse e dislocate a circa una ventina di chilometri nell'area di Campi
(che andarci ci vuole l'elicottero), a meno che non abbia ragione il
commilitone, anche lui interpellato a proposito, che si è detto certo
che "quelle tranquille vengono rimosse, quelle sospette fatte
brillare"... e io: "ma come brillare?" e lui: "le facciamo saltare!"
Dove ho messo la mia macchina? Il più lontano possibile dal posteggio a
cui il tipo è stato assegnato augurandomi che non sia proprio sotto casa
sua!
(segue)

Forze dell'ordine e...
Pipì.
Tempi sempre più duri per le forze dell'ordine che presidiano la zona
rossa (ma anche quella gialla). 10.000 si dice che siano e la maggior
parte entro la zona rossa dove i bar aperti sono oggi pochissimi e da
domani probabilmente nessuno.
Il problema delle vesciche fa tornare alla mente "l'assedio" che Genova
ha patito qualche mese fa...
Ma gli alpini, previdenti, ci avevano pensato... alcool e prostata a
parte, loro sapevano che quando fa caldo si beve e si suda ma anche si
piscia!

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Mercoledì 18 luglio

Donne e... uomini

Ore 6.46 di mercoledì 18 luglio

Dopo una notte a sirene spiegate al grido di una "pasionaria"
irriducibile "Viva le repubbliche democratiche!" (presa gentilmente per
la collottola e immediatamente buttata dentro - o fuori, ancora non l'ho
capito - comunque al di là del cancello di Vico Stampa) i varchi nelle
"reti" sono stati chiusi e io non ho potuto resistere e sono scesa dal letto.
Fuori gran trambusto e così ho deciso di uscire.
Occhiali neri e nodo in gola, ma si sa che io sono sensibile e forse
eccessivamente emotiva...
Cielo plumbeo, strade deserte (qualche carro attrezzi che "rimuove" le
ultime auto) salvo (ovviamente) qualche centinaio di carabinieri:
davanti ai portoni e ai cancelli, lungo via San Lorenzo.
Compro il giornale. Giornalaio dal muso lungo, nemmeno una parola.
La macelleria all'angolo già aperta e allora decido di entrare. La
signora è quasi in lacrime e la voglia di parlare e così inizia a
raccontare le emozioni dell'impatto con una "realtà" così aliena a chi
per scelta o necessità ha deciso di vivere nel centro storico.

Romanticherie, misantropismo, eccesso di emotività... Perdonami ma mi
viene di aggiungere due parole sul senso del mio distacco dai fatti che
accadono da qualche giorno nel mondo... Forse l'inattività forzata,
forse che dormo poco... ma tutti mi sembrano contagiati da una sorta di
malinconica attesa e rassegnazione. Ciascuno per la sua parte.
Dai giovani carabinieri, finanzieri e poliziotti catapultati in un
contesto così diverso e inusuale che stanno ora per ora trasformando il
grugno di lunedì in uno sguardo languido e stupito per quanto vedono,
per il pensionato che ogni volta che passa attacca un bottone di un'ora,
per la commessa del supermercato bionda e abbronzata che maliziosamente
sorride e scherza con loro.
Ai pochi genovesi che sono rimasti incerti se farsi paladini quando
vedono l'ennesimo giovanotto un po' sgangherato o con viso dai tratti
non proprio del tutto "ariani" di nuovo fermato per un controllo a cui
loro invece sono scampati.
Dai giornalisti che cominciano ad arrivare agli addetti alle rimozioni e
alla pulizia.
Sguardo lontano che buca il nulla di solito saturo di rumori, odori e
colori; sono quasi più animati i marmi antichi dei palazzi.
Marmi e prie (pietre) che ne hanno viste davvero tante e che adesso
aggiungeranno alle loro memorie anche questo "evento" (evento non sembra
proprio il termine adatto, ma non so come chiamarlo).
Di sicuro so che questi vicoli hanno protetto dalle invasioni e accolto
maternamente chiunque cercasse un rifugio e una protezione. Resisteranno
di certo anche a questa sorta di profanazione di una qualità della vita
per molti non facile ma comunque rispettosa, cordiale, aperta, solidale
che chi non li conosce (i vicoli) forse non riesce a cogliere e
apprezzare.
Resteranno i lavori, i restauri, Genova sarà, forse è già, famosa nel
mondo come quando era conosciuta come la "Superba", ma intanto due
donne, che non si sono mai parlate prima di oggi, affacciate dalla
vetrina di quello spazio vuoto si chiedono se il prezzo che è stato
pagato da tutti ma soprattutto da una città e da un quartiere con una
delle più alte densità di popolazione anziana valesse la pena...
Perché più della totale assenza, o invisibilità, dei bambini, saranno
(sono) i più anziani e anziane a soffrire in perfetta solitudine e
abbandono (istituzionale) questi giorni...
Le vecchine che abitano gli ultimi piani (senza ascensori) che fanno la
spesa tutte le mattine di buon ora e non hanno potuto comprare
provviste... Persone protette da un sistema solidale di amicizie o anche
semplici conoscenze, di relazioni piccole ma importanti, di punti di
riferimento vecchi quanto e più di loro. Persone che vivono in simbiosi
con l'ambiente, il loro vicolo, la loro edicola, i mugugni del vicinato,
le loro vedute e i loro panni stesi.
Come la pollivendola dei portici qui sotto casa che, dopo una vita di
lavoro, le hanno messo tanta paura che ha chiuso e i figli l'hanno  mandata un po' in vacanza "così non si impressionava"... La prima vacanza di una vita. Una
vacanza durata poche ore, un ictus l'ha definitivamente interrotta.

Entrambi commosse ci diamo appuntamento a domani...
"Sperando di esserci perché mio figlio è fuori dalla macelleria di corso
Sardegna bloccato da una sospetta bomba e il personale che viene da
fuori ha paura e io da sola come faccio?"
(segue)

Ore 7,20
In attesa che il fornaio sforni la focaccia rientro per farmi un caffé.
Poco dopo suonano alla porta, alle porte. Decido di non aprire.
Capisco dalle voci e dalle radio che si tratta di un controllo di
polizia.
Insistono.
Salgono bussando a tutte le porte.
Scendono, riprovano. Non apro, se ne vanno.

a domani,
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Giovedì 19 luglio


Dopo un piovoso pomeriggio assolutamente casalingo a causa di un piccolo
infortunio alla caviglia (prontamente curata tanto che stamattina è
quasi del tutto ok), stanotte si è dormito qualche ora...
Verso le 2 è sceso il chiacchericcio (stavo per chiamare i vigili!) e il
passaggio dei mezzi delle forze dell'ordine (l'emittente televisiva locale che trasmette una no-stop da lunedì dice che altri sono in arrivo... ma quanti ce né?) e solo dalle 6,30 si sono rimessi in moto.
Oggi vado a verificare quanto liberi saremo (noi della zona rossa) di
avvicinarci alle zone calde. L'idea è quella di raccogliere un po' di residenti
dissidenti (ma siamo pochi pochi) e presidiare un varco vicino a palazzo Ducale nella speranza che dall'altra parte arrivino i dissidenti esterni e si
possa creare una violazione "virtuale" delle barriere.
Alla manifestazione spero di incontrare i "boss" del gsf che un gruppo
di amici sta cercando di contattare appunto per dirgli di questa mia
idea, in verità lanciata già qualche mese fa ma non raccolta.
Poi c'è un'altra idea di cui però non posso/voglio anticipare nulla su
internet o al telefono perché già da ieri soprattutto i telefoni si
comportano bizzarramente...

Donne e... uomini

Dentro la zona rossa...
Che sia deserta lo sanno tutti... immagino che anche se non si volesse
saperne nulla del G8 a meno che non si vada sulla luna è impossibile.
Dunque poco da aggiungere... Solo che ogni piccola cosa vale il pretesto
per scambiare due parole e che quindi la mia caviglia fasciata è stata
oggetto di grande attenzione da parte delle forze dell'ordine.
Statisticamente parlando circa l'80% sa che non bisogna usare il lasonil
(uno dei farmaci che Lila - non solo - invita a boicottare).
Ho incontrato Gina e sentito al telefono Pino: appuntamento da Panson in
piazza Erbe alle 16,30 per poi proseguire in piazza Sarzano.
Di Pina e Gino non si sa se sono partiti... ma spero di verderli alla manifestazione.
Vestita nel modo più "decoroso" possibile speravo di NON concedere
interviste alla moltitudine di giornalisti ospitati all'interno della
ancora più blindata area a loro riservata.
Vanno, vengono, pass svolazzanti e aria scazzata e delusa sembrano avere
schifo su tutto forse in attesa di ambientarsi. Chiusi nella loro
roccaforte sembrano interessarsi solo al prossimo pranzo e preoccuparsi
solo della propria incolumità e del fatto che non si trova un'edicola
aperta (in realtà una, una sola, c'è ancora di fronte alla cattedrale di
san Lorenzo ma alle 10 già aveva finito il quotidiano locale).
Lo spazio attrezzato per loro non ho potuto raggiugerlo anche cercando
di aggirare i controlli ma da fuori devo dire che si presenta molto
bene: costosissime poltroncine di vimimi e tavolini all'aperto ma sotto
i tendoni, barettini insomma una piccola reggia da cui non mi stupisce
siano così restii a uscire. Delle troupe televisive ancora nessuna traccia...
Oltre alla chiusura delle edicole va registrato che intorno al Porto
antico (la zona rossa in realtà è più estesa) non ci sono più panifici
aperti... quindi non si può comprare più niente tranne che giocattoli
(ben due negozi aperti a pochi metri di distanza), prodotti di igiene
personale con sconti vantaggiosi (nell'unica profumeria aperta),
sviluppare fotografie (quattro negozi aperti), prenotare un viaggio
(nell'unica agenzia ancora aperta) e sfamarsi dall'amico Gianni (che ha
poi deciso di aprire la sua rosticceria dalla parte "rossa" anche se con
qualche rammarico... che mi fa pensare che forse stia rivedendo anche le
sue preferenze politiche).
Infine i controlli "domestici" che continuano con frequenza giornaliera.
Io continuo a ignorarli con l'alibi che a bussare potrebbe essere un
vicino di casa maniaco che vuole magari un uovo, oppure stuprarmi... chi
lo sa? in fondo sono una donna sola!
Mio figlio non intende tornare a unirsi con i coetani arrivati da ogni
dove con la scusa che di ragazze ce ne anche dov'è! Una spada nel fianco
per me che ne volevo fare un coraggioso dissidente... ma se piove magari
cambia idea e posso recuperarlo...

Dentro la zona gialla...
Una sola domanda che chiunque ti capita di incontrare mi rivolge con
sguardo complice: "eh... dimmi, dimmi... tu che sei "dentro" cosa sta
succedendo?" A cui segue sempre e solo la stessa risposta: "Niente,
assolutamente NIENTE! Hai presente il vuoto totale? L'assenza, l'oblio?
NIENTE, solo la noia, noia e noia".

(segue)

Tempo di sondaggi...
Siccome vanno di moda... ci ho provato anch'io...
Chi volesse tenere d'occhio il sondaggio può cliccare sulla voce
"ATTUALITA'" dell'indice a sinistra della pagina
http://www.sondaggi-online.com/index.asp su cui appare l'elenco da cui
andare a quella delle votazioni riprodotta nell'immagine.

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Venerdì 20 luglio

Donne e... uomini

Diario di Gina
Mamma quante cose da fare! Alle 11 devo sentire cosa decidono le tute
bianche, alle 11,30 a Palazzo Ducale arrivano i grandi, alle 12 piazza
Manin per la manifestazione delle donne, nel pomeriggio al corteo delle
tute bianche, stasera al Punta Vagno... E Pino che se ne sta tutto il
giorno davanti alla tv e quei cornuti dei negozianti che hanno tenuto
chiuso che si mangiano le mani, peggio per loro!
Sono le 4 del pomeriggio... dicono che stanno arrivando quelli "cattivi"
ora me ne torno a casa. Chissà Pino...

Diario di Pino

La Gina non fa altro che lavare e stendere panni e dire: "Quei poveri
ragazzi saranno tutti a bagno, governo ladro! Almeno stamattina c'è un
po' di sole!"
E invece no, mica è colpa del governo! Certo che c'è il sole! Figurati
se Berlusconi faceva piovere! Ieri sì perché così raffreddava gli animi
che poi aveva organizzato tutto così bene che non le hanno nemmeno
sfiorate le vetrine!
Ma si sa lei è fatta così! E' vent'anni che dormo con la foto di Pertini
in camera da letto al posto della madonna che oggi l'ha staccata dal
muro con la cornice e tutto e mi ha detto: "Adesso basta! vado a
manifestare e me lo porto!"
Io invece ho portato Gino (che non mi sembra stia tanto bene) allo
spettacolo che la città ha organizzato per i giornalisti, che il sindaco
ha detto alla tv: "Una festa aperta ai cittadini di Genova" e però per
farci stare comodi ci hanno fatto stare sotto il tendone (come pioveva!)
e i giornalisti invece erano (poverini) sotto delle piccole tende tutti
chiusi in un cancello, però avevano da mangiare e da bere ma non si sono
visti perché è giusto, loro devono lavorare! Mica come noi che la Gina
l'hanno messa in cassa integrazione 3 giorni e io non ho mai lavorato!
La Ruggieri è stata bellissima ma noi si sentiva male perché come hanno
detto i tecnici la voce si doveva sentire bene bene dove c'erano i
giornalisti (che mi sembra anche questa una cosa giusta, sennò che
ospitalità era?).
Eravamo quasi 60!! Per forza! Ma mica è come dice la Gina per colpa di
quelli che se ne fregano o sono contrari o sono scappati... è perché
pioveva e allora la gente non voleva rovinarsi le scarpe che si sa che a
Genova sono tirchi mica come io!
Sono le 4 del pomeriggio... chissà la Gina...

Diario di Gino

Alla fine del G8 mancano 56 ore, 55 minuti e 30 secondi, 56 ore, 55
minuti e 29 secondi, 56 ore, 55 minuti e 28 secondi, 56 ore, 55 minuti e
27 secondi, 56 ore, 55 minuti e 26 secondi, 56 ore, 55 minuti e 25
secondi, 56 ore, 55 minuti e 24 secondi, 56 ore, 55 minuti e 23 secondi,
56 ore, 55 minuti e 22 secondi, 56 ore, 55 minuti e 21 secondi, 56 ore,
55 minuti e 20 secondi, 56 ore, 55 minuti e 19 secondi, 56 ore, 55
minuti e 18 secondi, 56 ore, 55 minuti e 17 secondi, 56 ore, 55 minuti e
16 secondi, 56 ore, 55 minuti e 15 secondi, 56 ore, 55 minuti e 14
secondi, 56 ore, 55 minuti e 13 secondi, 56 ore, 55 minuti e 12 secondi,
56 ore, 55 minuti e 11 secondi, 56 ore, 55 minuti e 10 secondi, 56 ore,
55 minuti e 9 secondi, 56 ore, 55 minuti e 8 secondi, 56 ore, 55 minuti
e 7 secondi, 56 ore, 55 minuti e 6 secondi, 56 ore, 55 minuti e 5
secondi, 56 ore, 55 minuti e 4 secondi, 56 ore, 55 minuti e 3 secondi,
56 ore, 55 minuti e 2 secondi, 56 ore, 55 minuti e 1 secondi, 56 ore, 54
minuti, 56 ore, 54 minuti e 59 secondi...

Diario di Pina

Ok, va bene, siamo blindati. Ma pensiamo ai vantaggi! Ad esempio la
bella festa di ieri sera per la stampa!!! Mi sono messa in ghingheri e
via! Peccato per quella Antonella Ruggeri che cantava poco più in là e
mi faceva capire niente di quanto dicevano i giornalisti...
Comunque alla cena non eravamo tanti (non giornalisti) forse 40, 50 ma
certamente i migliori... Qualcuno l'ho visto anche oggi quando sono
andata a salutare Bush (si sà il più bello degli 8) e anche il più
"attrezzato". Il doppio delle macchine (e che macchine)! E che staff!!!
Sembrava di essere in un film americano.. che fusti! Anche Berlusconi
era così contento e fiero! Peccato per quei brutti panni stesi proprio
lì davanti... e per quei fischi e quelle finestre tutte chiuse... Invece
di affacciarsi festanti tutti dentro a sentre la tv o peggio a
manifestare con quegli straccioni con i capelli che io glieli taglierei
di notte altro che bruciarmi la macchina!
Sono quasi le 4 mi faccio le unghie e penso a cosa mettermi stasera.
Certo che è un vero peccato che gli incontri mondani siano stati quasi
tutti cancellati... Sarebbe stato così bello per un giorno fare come se
anch'io facessi parte dei grandi!!!
In tv dicono che qualcuno ha fatto danni... Diciamo, più o meno come
quelli che sarebbero successi se la Roma avesse perso il campionato o
giù di lì...
(segue)

A dire il vero...
Superato il frastornamento, assuefatta alla realtà contingente e
cercando di evitare la "sindrome da G8" che posizione prendere?
La tentazione più forte è ne con gli 8 ne contro...
Ho visto la signora della casa con due porte... mi ha detto che si è
messa a disposizione delle tute bianche per fare da "varco passante",
che sta ospitando un "clandestino" e che lei si sente una disubbediente
militante anche se fa un po' fatica a spiegare a suo figlio che
disubbidire è diverso da dire che non è vero che ti fai le canne!
Oggi non è riuscita a varcare i cancelli della zona rossa verso quella
gialla e al ritorno a casa è stata fermata a palazzo Ducale perché
comunque a meno di non essere un/una giornalista nessuno poteva
passare... Poi, dopo 20 minuti di attesa dalla radiotrasmittente sono
arrivate le istruzioni: girare intorno alla chiesa. Così facendo è
riuscita a tornare a casa da dove verso le 4 del pomeriggio uscirà
(dalla porta "gialla") per raggiungere le piazze.

PS/ MESSAGGIO AI GRANDI: tornarvene a casa, no?

Nonostante le soverchianti e apocalittiche informazioni dei media
ufficiali il diario continua a raccogliere simpatia e consenso. Un saluto particolare e un grazie a: alcatraz.it, alessandro, anna, antonella, beatrice, bruno, claudio, fausto, francesca, gabriella, gabriella m., gabriella v.,
gabry, Giovanna, Giovanni, lifegate.it, lilli, manuel, marcella,
massimiliano, pia, piera, piero, salvatore, stefania, women.it.
A domani, teresa

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FLASH di sabato 21 luglio (ore 01,15 ca.)

Bugie e falsità

Hai visto Porta a porta ieri sera?
Beh, anche volendo, mettere i puntini su tutte le "i" è un'impresa difficile.
Quello che so è quanto ho potuto vedere, sentire e apprendere da fonti
dirette e cioé:
- tante persone, forse più di quelle che hanno manifestato giovedì, che
per ore sono state sotto il sole a esprimere le loro convinzioni senza
ricorrere ad alcuna provocazione o violenza;
- poche persone lasciate libere di muoversi su un territorio a loro
certo più conosciuto che alle forze dell'ordine preposte a difenderlo;
- che alle 14 i blak blok hanno tentato di dirigersi verso la sede del gsf;
- che quando hanno capito che in fondo al tunnel di Brignole li stavano
aspettando si sono dispersi in via Montaldo e da lì in via Assarotti
(dove, per intederci, c'erano le donne, lilliput, Franca Rame,
Rifondazione comunista, ecc);
- che lungo il cammino si sono potuti rifornire di bastoni e pietre che
nottetempo avevano depositato nei cassonetti della spazzatura;
- che le forze dell'ordine a quel punto invece di inseguirli si sono
"distratte" sul corteo delle tute bianche che nel frattempo stavano
sopraggiungendo e che questa "distrazione" è durata per più di 20 minuti
(con i blindati ci avrebbero messo 2 minuti al massimo a raggiungere la
fine del tunnel) che sono serviti per far arrivare a Manin i blak blok;
- che si è andati avanti in questo modo fino alle 16 quando il sindaco
in maniche di camicia ha emesso un comunicato alla tv locale dove
dichiarava di aver chiesto al gsf di far rientare i manifestanti per dar
modo alla polizia di isolare i neri che nel frattempo stavano insediando
il corteo pacifico di Manin-Assarotti;
- che alle 16,20 i primi cortei hanno cominciato ordinatamente e
pacificamente a defluire;
- che tra le 16 e  le 17 il rappresentante dei sindacati di polizia ha
accusato (sempre per mezzo della emittente televisiva locale) "tutti" i
manifestanti di aver progettato e realizzato una battaglia in piena
regola di fatto rendendo impossibile il controllo da parte delle forze
dell'ordine, che la colpa era del gsf che non aveva voluto dare ascolto
al suo consiglio di lasciar perdere con il tentativo di sfondamento
delle "reti" e affermato che i manifestanti sono "addestrati e applicano
strategie militari, altro che pacifisti!";
- che nel primo comunicato emesso dalla questura in merito agli
incidenti di piazza Alimonda si parla di due ipotesi: investimento da
parte di un mezzo rovesciato dagli stessi manifestanti oppure di una
pietra diretta alle forze dell'ordine malauguratamente intercettata da
uno degli stessi "lanciatori";
- che buona parte dei montaggi delle riprese mandate in onda dai Tg e
dalla trasmissione di Vespa si riferiscono a zone e momenti diversi e
distanti tra loro e comunque attribuiti in modo erroneo a luoghi in cui
di fatto non era possibile accedere;
- che è dimostrabile che le zone in cui effettivamente si sono svolti
gli assalti non potessero essere controllabili in quanto tutte le forze
armate e dell'ordine sono state unicamente e interamente disposte in
modo da proteggere la zona rossa lasciando completamente scoperte le
spalle della città;
- che con questa organizzazione degli spazi e dei percorsi i mezzi, per
raggiungerle, avrebbero dovuto prendere l'autostrada o radere al suolo
la zona rossa;
- che alle 18 il grosso dei manifestanti era rientrato nelle zone assegnate;
- che tra il ritiro del corteo e le 18, anche con le vie libere, non si
sono saputi bloccare i blak blok tanto che alle 20 risultavano dispersi
nel nulla e comunque non rientrati nella zona loro assegnata anche e
nonostante gli si attribuisse l'incendio delle Foce intorno alle 18;
- che esistono almeno due riprese di mezzi pesanti che senza alcun
motivo apparente o esiguità di spazio per il passaggio passano
letteralmente sopra a due macchine per poi fermarsi subito dopo e
tornare indietro di qualche metro;
- che il padre di un cameramen di una troupe di Napoli ha dichiarato che
il figlio è stato sequestrato e portato al carcere di Bolzaneto dove è
stato picchiato a sangue per ore;
- che non risulta al momento nessuna grave manifestante e nessuna altra
persona in pericolo di vita ricoverati in alcun ospedale della città;
- che la manifestazione di domani ha intenzioni pacifiche;
- che alle 20 l'intenzione del gsf (non so quanto condivisa o meno) era
quella di manifestare per chiedere la caduta dell'attuale governo.
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Sabato 21 luglio


Le ultime novità dal fronte della zona rossa sono che, pare, alcuni
violenti, cattivissimi, attrezzatissimi, potentissimi, arrogantissimi
soggetti non ben identificati hanno violato già da qualche giorno la
zona rossa dove hanno eretto il loro quartier generale.
Nonostante i colloqui si succedano a ritmo molto serrato il gruppo non è
ancora riuscito a trovare un accordo comune e pare si siano già formate
almeno due o tre diverse fazioni.
Le forze dell'ordine temono di non riuscire a contenere gli effetti che
potrebbero prodursi quando tali soggetti usciranno allo scoperto e hanno
trasmesso un identi-kit:
vestiti costosi ed eleganti, taglio di capelli fresco, aspetto curato e,
aggiungono, si muovono pericolosamente in tutto il mondo in gruppi di sette/otto.
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Diario di bordo-domenica 22

Ore 01,30 della notte tra sabato e domenica
Racconti di macabri pestaggi fatti ad alta voce nel vicolo sotto casa
dalle pattuglie che si davano il cambio, allarmi, elicotteri e sirene
mescolati alla stanchezza per le lunghe marce di questi giorni hanno
trovato conferma stamani al risveglio quando mescolati alle cronache
delle dichiarazioni alla stampa dei grandi sono giunte le notizie
dell'agguato delle forze dell'ordine alla sede del gsf. Tra le 23-23,30
di sabato e le 02 di domenica distruzione e violenza portata a qualche
centinaio di persone. Restano le tracce di sangue sui muri a documentare
che chi è stato e stata colpita/o fosse a terra, seduta o coricata. Solo
due tracce di sangue  a un'altezza maggiore del metro.
Tre troupe cinematografiche hanno dichiarato che hanno filmato il massacro.

Ore 11 del mattino di domenica

Recuperata la macchina per poter accompagnare Paolo in partenza per
Padova alla stazione di Bolzaneto.
Lunga coda al casello perché tutte le macchine in uscita vengono
fotografate e lo stesso allo svincolo per il ponente.

Ore 12

Rientro in città e percorso lungo le strade della manifestazione di
ieri.
Grazie al lavoro degli addetti alla pulizia delle strade i danni reali
sono rilevabili più chiaramente.
Stupisce il fatto che nessuna cabina telefonica sia stata danneggiata.
E mi torna alla mente una dichiarazione di ieri che il responsabile
delle relazione esterne di Poste italiane ha reso a Radio 24 circa i due
uffici postali danneggiati e cioé che fossero uno disattivo e  l'altro
già da tempo inserito nel piano di re-styling e quindi prossimo alla ristrutturazione.
E penso alla dichiarazione di Marta Vincenzi (presidente DS della
Provincia di Genova) che dopo gli incidenti ha dichiarato alla stampa di
aver avvertito il questore già da lunedì scorso della presenza dei black
block tra i manifestanti ospitati nei locali messi a disposizione dalla
Provincia nella zona del Levante.
E noto che le macchine bruciate sono un po' di tutti i tipi ma
soprattutto di piccola cilindrata e che per lo più i danni sono a banche
(che oltre al fatto che verranno certamente risarcite non hanno certo
problemi di liquidità!), mentre negozi di telefonini e altro sono
incolumi, che le grandi vetrate della nuovissima costruzione militare
sotto il forte di s. Giuliano sono rotte ma che non si vede traccia dei
vetri sull'erba e le aiuole di sotto (sicuramente ripulite
minuzionamente sebbene le aiuole spartitraffico siano invece ancora
piuttosto sporche).

Ore 13

38° per le strade. Piccoli gruppi di giovani con lo zaino in spalla alla
ricerca di un riparo. Quasi impossibile raggiungere la stazione di
Bolzaneto per chi non dispone di un mezzo e parecchio difficoltoso per
chi parte per Ponente indentificare il percorso per quella di Voltri,
mentre per chi è diretto a Levante è più facile arrivare e partire da
quella di Nervi. In attesa che Brignole riapra sono moltissimi coloro
che hanno deciso di restare a Genova e alcuni hanno scelto il mare e le spiagge.

Ore 14

Spiaggia di Priaruggia. Una piccola spiaggetta nella zona di Quarto. Ho
contato almeno 15 "reduci" della manifestazione di ieri. Ergo che alla
riapertura dei cancelli saranno ancora tanti i manifestanti che sono
restati in città.

Ore 16

In piazza Dante vengono rimosse le prime barriere e la città si sta rianimando.

Donne e... uomini


E' tempo dei saluti. Il sipario è sceso. Gina, Pino, Pina, Gino, la
signora X e il clandestino, Gianni e gli altri stanno per riprendere la
loro vita e non ne possono più di polizia, barriere, divieti, fumo e chiacchere in tv.
Agli amici di ritorno dal mondo diranno che sono stati sulla luna, che
hanno perso la memoria, che il gatto è scappato e hanno passato 7 giorni
a cercarlo... chissà!?
Qualsiasi cosa pur di tenersi addosso un pezzetto della storia di cui
sono stati protagonisti... e che a ciascuno e a ciascuna, nel modo in
cui sono stati e state capaci di avvertire e registrare è potuta servire
ad avvicinarli e avvicinarle poco poco all'atmosfera di popoli
incompresi e lontani.
Un paragone con condizioni di vita così diverse e peggiori è blasfemo,
ma un po' di "austerità" credo abbia fatto bene a me e a qualche altro e
altra per riflettere su come ci si sente con i diritti limitati, il
frigo che si sta vuotando, i controlli di polizia, gli ambulatori
chiusi, i servizi sospesi, i mezzi pubblici scarsi e quelli privati praticamente inibiti, l'impossibilità di svolgere il proprio lavoro (qualunque esso sia), la difficoltà di spiegare a se stessi/e o ai propri figli le
ragioni di un cambiamento di "atmosfere" così radicale, di azioni così
tanto estreme, di comportamenti su cui ognuno e ognuna, se lo vorrà,
potrà ripensare per cercare di comprendere cosa muove giovani a
scegliere pensando che, male che vada, si muore e, bene che
vada, sarà l'altro invece a morire?
Dove abitano, con chi vivono, dove lavorano, chi incontrano, cosa fanno
ogni giorno persone che sembrano avere completo disinteresse per la
morte, la vita e come controllano o gestiscono il loro tempo, le loro
pulsioni e la loro ideologia quando non sono davanti allo specchio che
riflette il loro nemico?

Il diario non si ferma perché il G8 è finito.
L'ultima pagina verrà spedita il giorno in cui verrà rimossa l'ultima
grata dai vicoli di Genova.
Chi desidera riceverlo me lo faccia sapere scrivendo una mail a teti@iol.it.

Tutti i fatti narrati nel diario sono realmente accaduti e riferiti a
persone reali (solo il loro nome è stato in alcuni casi sostituito).

Grazie a tutti e a tutte! Chi ha sopportato lo stillicidio di messaggi
perché rientra nella categoria dei "il G8 non mi interessa", chi avrebbe
voluto ma non ha potuto venire a Genova, chi lo ha seguito con
interesse, chi lo condivide e chi lo contesta...

Teresa

Un saluto particolare e un grazie per la simpatia manifestata ai diari
a: alcatraz.it, alessandro, anna, antonella, antonella f., beatrice, bruno,
claudio, fausto, francesca, gabriella, gabriella m., gabriella v.,
gabry, giovanna, giovanni, lifegate.it, lilli, manola, manuel, marcella,
massimiliano, pia, piera, piero, salvatore, stefania, women.it.

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Diario di bordo-lunedì 23-martedì 24


Grazie alla finora impeccabile, efficienza dell'amministrazione
comunale è vero, le grate sono state tutte rimosse entro le prime ore
della mattinata di oggi.
Il clima in città non è però affatto diverso da quello di "durante" i
giorni del vertice.

C'è stato un primo momento di euforia alle 16,30 di domenica quando (in
anticipo di quasi 4 ore sul previsto)  le forze di polizia hanno aperto
i cancelli e la gente è confluita liberamente nella ex zona rossa.
I primi ad arrivare nella piazza di Caricamento e nel Porto antico sono
senegalesi, cileni, marocchini, albanesi, insomma la popolazione tipica
del centro storico di Genova (mentre giornalisti e staff scappavano
esasperati verso le loro città e fuori da un clima ancora denso di vuoto).
Ho visto più persone passare più volte sotto le barriere aperte esclamando 'finalmente liberi'! e io stessa involontariamente ho sospirato quando ho varcato per la prima volta il cancello più prossimo alla mia casa.
Alle 17 le forze di polizia hanno iniziato ad abbandonare i presidi e
già alle 18 un ex poliziotto stava venendo alle mani con un carabiniere
che contestava i metodi usati alla Diaz.

Ma dalle 19 quando nell'edizione nazionale del TG3 e successivamente nell'edizione regionale (e di li in poi nei successivi TG), chi ancora era a casa  ha potuto venire a conoscenza di quanto è accaduto. Da quel momento l'idea della festa è stata cancellata e ciascuno e ciascuna si è ri-trovata a
ri-fare i conti con le emozioni, la paura, l'incertezza e, soprattutto,
con l'umiliazione, con il senso di nausea e di ingiustizia provocato
dall'informazione deformata e deforme che via via i media, il governo, i
politici, le forze di polizia hanno urlato nel tentativo di coprire il
pianto e le voci delle persone colpite, dei testimoni attivi e passivi e
delle persone di buon senso.

Urli e immagini sempre più contraffate e bugiarde e promesse di
risarcimenti per i danni materiali, ma nessuna parola di conforto o di
considerazione verso le ferite profonde negli animi oltre che nei corpi
di migliaia di persone che magari svolgono un'attività che non si avvale
di strumenti materiali ma dell'intelligenza, della fantasia, della
creatività o che, per dirla più semplicemente, sono più sensibili e
capaci di percepire e avvertire il senso delle cose.

Grate rimosse e Genova restituita ai genovesi e alle genovesi... Tolti
anche gli abbellimenti e riaperti  i primi cantieri chiusi, si sà, in
fretta e furia per il G8... Lavori che sono 25 anni che i genovesi e le
genovesi sperano di vedere conclusi e che forse, ma niente è certo,
saranno finiti per il 2004 e che imperversano creando problemi di
traffico, di parcheggio, di inquinamento acustico, di polveri, di
brutture e di spreco di denaro.

Alle 12,45 in via san Lorenzo, circa a metà, un paio di transenne... in
piazza Mateotti e De Ferrari due rimorchiatori della polizia che
rimuovono un paio di container ma le telecamere sono al loro posto e
gruppi di ragazzi e ragazze con l'aria di chi non è certo a Genova per
turismo risalgono le vie verso la piazza dove alle 17,30 è previsto il sit-in.

Manifestazione pacifica ma l'intenzione non basta, dunque nell'attesa si
può solo "sperare" che tutto vada per il meglio ovunque ci sarà chi
vuole esprimere il diritto ai diritti.

Teresa Moccagatta

Parte dei diari dal 16 ad oggi sono pubblicati su www.alcatraz.it e su www.lifegate.it
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Diario di bordo-mercoledì 25-ore 10 (funerali di Carlo Giuliani)

"La nostra vita non ci appartiene; il Cieli e la Terra ce l'hanno
lasciata in custodia e noi dobbiamo preservarla". (Zhuang Zi)

"Lo spirito è come uno specchio. Bisogna senza posa lavarlo, asciugarlo,
strofinarlo perché rimanga senza polvere". (Shen Xiu)

"In punto di morte, un uccello emette un grido straziante; un uomo dice
il vero". (Confucio)

(...) "Per chi usa le armi c'è un detto che dice: io non oso essere il
padrone ma sono l'ospite, io non avanzo di un pollice ma mi ritiro di un
piede. Questo significa schierare truppe senza schierare, rimboccarsi le
maniche senza avere braccia, afferrare senza avere armi, attaccare senza
che vi siano avversari. Nessuna disgrazia è più grande che non avere
avversari; se non ci sono avversari, si è vicini a perdere i nostri
tesori. Perciò si dice che se le armi son poste di fronte, allora chi si
rattrista vincerà". (...) Lao-Tzu

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NOTIZIE SUL GSF (Genoa social forum)
Ai tanti e tante che mi chiedono come aderire o contattare il GSF...

Il sito è fermo (per le ragioni che potete immaginare) il suo indirizzo
è http://www.genoa-g8.org/home.htm
A tutte le organizzazioni e cittadini che erano presenti a Genova dal 16
al 22 luglio 2001 il GSF ha lanciato l'appello per la realizzazione di
un LIBRO BIANCO.
In pratica il GSF sta raccogliendo tutta la documentazione utile per
ricostruire e denunciare cosa è successo nelle giornate delle
manifestazioni.
L'indirizzo a cui inviare testimonianze - filmati - fotografie è il seguente:

Genoa Social Forum
via San Luca 15/9 - 16124 Genova
tel. 010 2461749
fax 010 2461413
e.mail info@genoa-g8.org - webmaster@genoa-g8.org

I l GSF continua il servizio di assistenza legale e sanitario per tutte
le persone che hanno partecipato alle manifestazioni del 19-20-21 luglio 2001.
I riferimenti utili sono:

X Assistenza LEGALE (arresti - denunce)
Riccardo Lertora
tel. 010 267312 (dalle 8.30 alle 18.30)
cell. 328 1166766
e.mail rlertora@libero.it

X Assistenza SANITARIA (feriti - dispersi)
Enrico Cordano
cell. 338 9658746
e.mail enricocordano@inwind.it

Chi vuole sostenere le attività del Genoa Social Forum può farlo
versando il suo contributo sul Conto Corrente Bancario
n. 61159/80 (CAB 01400 - ABI 06175)
C/o Banca CARIGE Ag. 040
Via Cassa di Risparmio, 15 - 16123 Genova
Intestato a KOVAC

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Teresa Moccagatta

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Diario di bordo-giovedì 26


Forse provando ad applicare un po' di logica e di buon senso si riesce a
ristabilire un po' d'ordine e a farla finita con "Genova devastata,
messa a ferro e fuoco" e così via e passare a cose più serie.

La matematica diventa un'opinione

Assegnamo a ogni vetrina una luce di 10 metri (ti assicuro non sono
pochi)... il totale di quelle danneggiate è di circa un centinaio...
dunque l'equivalente di una strada lunga 500 metri di cui siano state
fatte a pezzi le vetrine di entrambi i lati (mentre a Genova sono
dislocate in circa 70 strade - che vuol dire 1,4 per strada).
Circa 30 le unità che sono state danneggiate anche all'interno. Gli
assegnamo altri 10 metri di profondità? Otteniamo 3.000 metri quadrati
in cui calcolare anche i mobili, gli impianti ecc. Valore ipotizzato per
il risarcimento... diciamo 3 milioni a metro quadro? Fanno 9 miliardi.
Le auto bruciate sono una trentina e quelle danneggiate nel loro totale
sono circa 80: diciamo un valore pari a 1 miliardo?
Le attrezzature di servizio (cabine telefoniche e degli autobus: 9
ciascuna; distributori di benzina: 16; cassonetti della spazzatura: 22;
ecc.) ipotizziamo 500 milioni?
Siamo a 10,5 miliardi, restano 4,5 miliardi che diviso 70 (e cioè le 100
vetrine meno le 30 di cui è già stato calcolato il ripristino nel
conteggio dei danni interni) fa circa 6,5 milioni al metro... Scusa il
cinismo, non è più o meno il costo di due denti? Escludendo naturalmente
la parcella per il legale.

Chi presenta il conto a chi?

E' vero, già da ieri sono stati predisposti gli uffici dove accogliere
le domande di risarcimento dei danni materiali (basta compilare un
modulo e fornire la documentazione fotografica), ma ad oggi nessuno si è
ancora preso la briga di fare una stima dei danni conseguenti alle
percosse o di quelli psichici. Una commozione cerebrale, una milza, un
femore rotto (lesioni che spesso lasciano una traccia per cui sono
assegnati punti di invalidità permanente) quanto valgono in soldoni? E
chi li paga?

Plastica, plastica, plastica, bruciata (dei computer, delle insegne,
delle bottiglie, dei cassonetti, delle auto, ecc) lacrimogeni,
lacrimogeni, lacrimogeni. Anche l'aria e i polmoni chiedono un risarcimento!

Immagini bugiarde

Un fotogramma ben commentato abbiamo visto come può "significare"
versioni opposte.
Immaginiamo il film girato e trasmesso dalle 6 tv di stato in questi
giorni, ma al contrario...
Le forze dell'ordine procedono agli arresti preventivi del blocco nero.
Nella notte si dispongono fuori dai cancelli delle scuole che ospitano i
manifestanti e li attendono all'uscita per controllare i documenti (del
resto come hanno fatto con i residenti della ex zona rossa per più di
una settimana).
Durante gli assalti del blocco nero invece che veder retrocedere i
blindati li vedremmo andare avanti e viceversa a retrocedere sarebbero i teppisti.
In piazza Alimonda sapremo finalmente quell'estintore da dove è arrivato
(perché io mica l'ho ancora capito da dove e da chi è spuntato in
quell'ora e in quel punto, mica ci sono gli estintori in strada in
Italia, non vi pare? Mentre di solito nei mezzi delle forze dell'ordine
mi sembra più probabile... ma è solo la mia opinione).
Ed eccoci dunque alla fine (che in realtà è l'inizio a giovedì 19
luglio) alla manifestazione conclusiva dove tutti e tutte stanno in
buona salute e tutto è stato risparmiato: auto e vetrine e banche
(quello a cui sembra molti tengano di più), ambiente (per cui si stava
manifestando), femori, denti, crani, milze, braccia, ecc. ecc.
E al ritorno festoso dei tanti e tante che avevano raggiunto la città.

Mi sembra una ricostruzione soddisfacente... di cui vantarsi, da portare
a modello, una dimostrazione di efficienza del governo appena
insediato... invece come sappiamo le cose sono l'esatto contrario quindi
nessuna soddifazione, nessun vanto, nessun modello, nessuna efficienza.
Speriamo che il milan perda lo scudetto... forse è l'unica chance per
far cadere questo governo prima che le  inchieste arrivino a una conclusione.

Ciao, a presto, Teresa

P.S. grazie Paolo per i fiori! sono bellissimi. mio figlio mi ha chiesto
se poteva portarne uno in piazza Alimonda a Carlo Giuliani, ci siamo
andati ieri e ne ho visto uno uguale: girasoli e agapantus...

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Teresa Moccagatta

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