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(...) vecchia (e stanca) bio contadina part time,
considero il blog una finestra come le altre che ho in casa e,
per chi guarda da fuori, una stanza al pari di un'altra.
bella o brutta che sia,
mi soddisfa e tanto mi basta.

mercoledì 11 aprile 2012

il naso rosso*


La storia è ambientata nel XVI secolo e copre un arco di circa 8 anni anche se senza riferimenti temporali a leggerlo sembra riguardare tutta la vita del protagonista che nel corso del racconto cambia via via il suo nome per via del ruolo e della posizione acquisita.
Guerriero di stirpe nobile le sue gesta hanno come sfondo la ricerca di esaudire un desiderio formatosi durante l'adolescenza quando, da ostaggio delle forze che assediavano la città concorrente a quella del regno di suo padre, fu iniziato dalle anziane addette al trattamento delle teste decapitate degli sconfitti, alla coltivazione delle emozioni che mescolano sadismo a erotismo.


Inizia ad apprezzare la grazia femminile attraverso i gesti della fanciulla che in quella macabra catena di montaggio si occupa dell'acconciatura e viene a scoprire il significato di "testa femminile" ovvero sia il caso in cui del soldato ucciso sul campo di battaglia si prelevasse solo il naso invece dell'intera testa.
Per poter farsi bello agli occhi della giovane decide di procurarsi una testa a cui mozzare il naso, ma il caso vuole che il prescelto fosse il capo della guarnigione avversaria e, pertanto il suo gesto riuscì a compiersi solo in parte perchè interrotto dalle guardie  preposte alla sua "sicurezza".
La fine delle ostilità fece sì che il Signore di Bashu (SB) perse di vista la ragazza, così che nel tempo il suo proposito si trasformasse in ossessione.

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(...) Finora si era sempre sentito padrone di sè ed era riuscito a controllarsi in ogni moto dei suoi sentimenti. Ma ora si era reso ocnto della presenza d'un pozzo profondissimo in fondo al suo cuore, dove non arrivava nemmeno la sua forza di volontà. Era come se il pozzo fosse stato scoperchiato, con le mani appoggiate sull'orlo, egli aveva guardato nel fondo buio, rimanendo impaurito della vertiginosa profondità.  (...) "sensazioni soffuse, stati d'animo incontrollabili, odori impercettibili, guizzi nell'ombra, languore di sensi" (...) "in fondo al suo cuore c'era un pozzo molto profondo dove la sua forza di volontà non giungeva" (...) "appoggiata la mano sul bordo, cercò di sondare quel buio pesto ed ebbe paura della sua incalcolabile profondità" (...) nutriva anche se vagamente, che il piacere sgorgante dal pozzo segreto del suo cuore aveva un carattere morboso. Estasi e rimorso lo muovevano a tornare in quel luogo più volte.
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Tre anni dopo, era l'anno del Drago, incontra per la prima volta la Donna Kikyo (K), e contemporaneamente a tutta una serie di traversie e casualità scopre che è la figlia di colui che egli aveva ucciso tre anni prima.
Kikyo è sposa del figlio di colui che fu sospettato dell'omicidio e vuole vendicarsi attraverso dei sicari a cui da incarico di mozzare il naso al marito.
Dopo diversi attentati che riuscirono solo a deturpare il viso dell'incolpevole essere, SB riesce nello scopo, ma è interessante come egli sia riuscito a guadagnare la fiducia di K, con quale mezzo l'autore trova il pretesto per il loro incontro.


Da un caso SB trova un passaggio segreto che conduce proprio sotto le stanze di K.
In verità l'escamotage è quello di prendere a pretesto il cunicolo per parlare di una usanza giapponese piuttosto curiosa e perfettamente coerente con l'intero racconto e con il significato metaforico del pozzo.
Nei tempi passati era consuetudine che lo sposo della nobildonna facesse scavare un pozzo profondo che servisse da gabinetto alla consorte. Questo luogo segreto era congegnato in modo che nessuno, nemmeno lei potesse mai vedere gli escrementi che venivano depositati. Ci fu addirittura un nobile che fece riempire il pozzo di ali di falena così che gli escrementi venissero celati in una nuvola di ali.
Alla morte della sposa il pozzo veniva sigillato e così nessuno mai, nè prima, nè durante, nè dopo poteva aver accesso anche visivo a quel luogo.


Il fatto dunque che dal passaggio segreto si giungesse proprio in quell'ambiente segreto la dice lunga sul livello di perversione anche di K e di quanto i due potessero intendersi.
Così SB, anche grazie alla prova del naso del padre di K e della storia montata per farle credere che il suo insano sospetto fosse fondato, diventò il confidente di K a cui non sembrò vero di trovare finalmente qualcuno con cui condividere il peso di quell'angoscia ossessionante, le pene, i dubbi, i pensieri e i fantasmi con cui lei aveva fino a quel punto condiviso le ore e le giornate, sola, unica a credere senza sapere esattamente, senza certezze nè prove tangibili, che le cose erano andate del tutto diversamente da come tutti intorno a lei sembravano fingevano di credere.


Tuttavia in Giappone i samurai, a differenza dei cavalieri occidentali, sono liberi dal concetto di morire per l'onore o per l'amore per una donna e SB in particolare di certo era tutto fuorchè un uomo capace di guadagnarsi la fiducia della donne con atti d'amore.
Dunque ciascuno di loro due seguiva le proprie finalità ben celate all'altro. SB l'idea della sua testa e K quella della vendetta.
Mirabilissima la descrizione dell'asportazione del naso, direi cinematografica!
(pag. 503)

Tutta una serie di vicende portano SB lontano da K.
Si sposa con una giovane ragazza con cui avrà rapporti un'unica sera alla presenza di una simulazione di testa mozzata messa in scena e lungamente predisposta di cui sarebbe troppo lungo raccontare (naso rosso, sakè, Doami, concetto di educazione al sadismo, pagg 530)
E poi il racconto si conclude con l'epilogo che vede K tornare innamorata del marito e fatta salva in qualche modo da K in un eremo dove la coppia vivrà in pace, mentre di K si saprà solo che morirà intorno ai 43 anni.

Sarebbe da trascrivere in gran parte e in effetti ho preso diversi appunti, ma qui tralascio, ritengo possa bastare a ricordare in seguito il punto focale dell'opera tutta imperniata, a mio parere, sull'influenza che hanno le esperienze adolescenziali sullo svolgimento della vita erotica (CLICK). Quali che siano gli imprinting, essi agiscono negli anni condizionando le nostre successive esperienze e modificando a loro volta, sebbene momentaneamente, le vite sentimentali degli altri che poi ovviamente tornano sui loro binari così che a volte succede di intercettare qualcuno nelle sue vesti insolite e poi scoprire nel tempo che in verità è una persona del tutto diversa, a volte migliore a volte peggiore a seconda del caso che ce l'ha fatta incontrare. E lo stesso vale per noi stessi, a volte sadici altre masochisti, a volte trasgressivi, altre sentimentali.

* il naso rosso a cui avevo accennato qui CLICK

illustrazioni: Mia Mäkilä

6 commenti:

  1. quest'uomo non si smentisce mai... le immagini le trovo particolarmente disturbanti.

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    1. eheheh, già! fatto apposta:)
      rendono il torbido:)
      devo recuperare il post di Pier su questo racconto così aggiungo il link

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    1. anche l'essere del racconto lo è (per me:)

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  3. che meraviglia, favoloso.. amo atmosfera e tinte! ;)

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    1. dici che nascondo bene l'assenza del punto focale?
      (periodaccio)

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